Anci

Campania

TITOLO I - Costituzione scopi e organi

  • Art. 1 - Costituzione denominazione sede

    1. E’ costituita l’Associazione regionale dei Comuni della Campania, che si richiama alle tradizioni ed alle aspirazioni autonomistiche delle popolazioni residenti del territorio campano.

    2. L’Associazione è organizzazione di base dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, come previsto dallo Statuto nazionale, ed opera nello spirito ed in conformità dello stesso.

    3. L’Associazione ha sede in Napoli.

  • Art. 2 - Scopo e compiti

    1. L’Associazione regionale tutela le autonomie locali, perseguendo la piena attuazione e l’applicazione delle norme della Costituzione e delle leggi statali e regionali. Rappresenta e sostiene i diritti e gli interessi degli Enti locali ed assume tutte le iniziative necessarie a questo fine.

    2. L’Associazione rappresenta gli Enti Locali associati della regione e costituisce il livello fondamentale dell’Associazione nazionale :persegue gli obiettivi generali dell’Associazione nazionale nell’ambito della regione: espleta tutti i compiti non espressamente riservati all’Associazione nazionale, e contribuisce, anche in forma autonoma, all’esercizio di quelli attribuiti a quest’ultima.

    3. L’Associazione propone e promuove l’unificazione con le altre Associazioni autonomistiche presenti a livello regionale.

    4. In particolare, per la realizzazione dei fini di cui ai precedenti commi primo, secondo e terzo, l’Associazione può:

    • studiare e proporre nuove forme di collaborazione tra Comuni: tra Comuni ed altri enti territoriali e/o altre istituzioni, per il raggiungimento di fini generali o particolari delle realtà locali;
    • istituire centri di servizio (anche a livello provinciale) per contribuire al raggiungimento di intese, accordi di programma, forme associative ed alla redazione delle relative convenzioni per attività di interesse comune; per contribuire a comporre consensualmente, mediante confronto leale e solidaristico, interessi divergenti e contrapposti;
    • partecipare alla formazione dei contenuti delle leggi regionali per l’attuazione ” concordata ” dell’ art. 3 L. 142/90 nel rispetto dell’autonomia locale;
    • partecipare all’elaborazione di atti generali che riguardino più enti locali;
    • istituire un osservatorio permanente della legislazione regionale (oltre che statale) e dell’attività amministrativa regionale anche ai fini di segnalare eventuali lesioni dell’autonomia locale;
    • favorire l’elaborazione di piani, programmi ed istanze anche in vista, nel caso di inerzia od omissione degli organi competenti, dell’inoltro in via sostitutiva – se consentito – agli enti ed organi preposti all’attribuzione di finanziamenti e risorse agli Enti locali;
    • favorire la soluzione in forme arbitrali di controversie insorgenti tra gli enti territoriali, che non coinvolgano poteri indisponibili e che scaturiscano dal libero esercizio di poteri disponibili;
    • favorire in tutti i modi l’unità delle varie Associazioni autonomistiche della Campania con iniziative comuni a sostegno degli Enti locali della regione;
    • favorire e promuovere la difesa, anche in giudizio, delle funzioni degli enti e degli interessi delle comunità locali nei confronti della Regione e dello Stato.
  • Art. 3 - Soci

    1. Sono soci dell’Associazione regionale i Comuni della Campania che liberamente vi aderiscono, nonché altri Enti o aziende pubbliche di derivazione o prevalenza comunale che ne condividono i presupposti e l’attività e che presentino formale richiesta di adesione, impegnandosi a corrispondere i contributi stabiliti dal Comitato direttivo.

    2. La richiesta di adesione dei Comuni si intende accolta di diritto. La richiesta di adesione di Enti o Aziende che ne abbiano diritto ai sensi del precedente primo comma viene accolta dal Comitato direttivo su proposta della Presidenza, previa delibera del Comitato esecutivo e salvo ratifica dell’Assemblea nella prima seduta utile successiva alla richiesta.

  • Art. 4 - Organi

    1. Sono Organi dell’Associazione:

    • l’Assemblea Regionale;
    • il Comitato Direttivo;
    • il Comitato Esecutivo;
    • il Presidente;
    • il Collegio dei Revisori dei Conti.

    L’Assemblea dell’Associazione, a maggioranza assoluta di voti, potrà variare il numero e la composizione degli Organi.

  • Art. 5 - Assemblea: costituzione e funzionamento

    1. L’Assemblea è costituita dai Soci in regola con il pagamento dei contributi associativi annuali rappresentati dal proprio rappresentante legale o suo delegato scelto fra i componenti dei propri organi elettivi.

    2. I componenti del Comitato direttivo ed i membri del Collegio dei revisori dei conti partecipano all’Assemblea con voto consultivo, a meno che non siano delegati.

    3. L’Assemblea è presieduta da un Presidente da essa eletto che può essere affiancato da uno o più Vice Presidenti.

    4. L’Assemblea, inoltre, in particolare in sede congressuale, potrà nominare uno o più segretari, tre o più membri della Commissione di verifica poteri

    5. Per la validità dell’Assemblea è richiesta la presenza di rappresentanti di almeno la metà degli Enti associati della regione Campania. In seduta di seconda convocazione, da tenersi a distanza di almeno un’ora dall’orario fissato per la prima, l’ Assemblea sarà valida qualunque sia il numero dei presenti.

    6. L’Assemblea elegge il Presidente dell’Associazione Regionale.

    7. Ogni deliberazione è assunta a maggioranza assoluta dei votanti.

  • Art. 6 - Assemblea: convocazione e compiti

    1. L’Assemblea è convocata una volta ogni anno, in seduta ordinaria.

    2. L’Assemblea stabilisce l’indirizzo dell’Associazione ed è convocata entro sei mesi dalle consultazioni elettorali amministrative nazionali e delle stesse assume la periodicità per rinnovare gli Organi.

    3. L’Assemblea è convocata dal Presidente.

    4. La convocazione dell’Assemblea ordinaria è fata mediante avviso contenente l’elenco degli argomenti da trattare, inviato almeno 10 giorni prima della data fissata per la riunione.

    5. L’Assemblea può essere convocata in seduta straordinaria quando il Comitato direttivo lo ritenga opportuno, o sia richiesto da almeno 1/10 dei componenti dell’Assemblea stessa.

    6. L’avviso di convocazione straordinaria deve contenere le indicazioni del motivo che ne ha dato la causa e l’elenco degli argomenti da trattare, che deve essere inviato almeno 5 giorni prima della data della riunione.

    7. In caso di urgenza, i termini di cui ai commi precedenti sono ridotti alla metà.

    8. Di ogni convocazione va data tempestivamente notizia alla Presidenza nazionale dell’ANCI, che può inviare propri rappresentanti ad assistere ai lavori.

  • Art. 7 - Comitato direttivo: composizione e funzionamento

    1. Il Comitato direttivo è composto da 56 membri ed è eletto dall’Assemblea tra i rappresentanti degli Enti associati della regione – Sindaci, Assessori o Consiglieri Comunali, Esperti qualificati, delegati del Sindaco, Presidenti o Consiglieri di Circoscrizione eletti, o di altri Enti associati – in modo da assicurare la rappresentanza di tutte le province e delle varie tipologie di Comuni e degli altri Enti associati.

    2. Il Comitato direttivo resta in carica fino al suo rinnovo previsto dall’Art. 6, comma 2.

    3. Esso deve essere convocato straordinariamente quando ne sia richiesta la convocazione da 1/5 dei suoi componenti e comunque ordinariamente ogni tre mesi.

    4. L’avviso di convocazione con l’elenco degli argomenti da trattare deve essere inviato almeno tre giorni prima della data della riunione. In caso di urgenza tale termine è ridotto a 24 ore.

    5. Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza di almeno 1/5 dei Consiglieri. Tutte le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei votanti.

    6. Il Presidente può chiamare a far parte del Comitato direttivo regionale tre personalità che nel corso della loro attività si siano particolarmente distinte a servizio dell’Associazione.

    7. Del Comitato direttivo fanno parte inoltre, gli ex Presidenti, gli ex Segretari Generali dell’Associazione regionale e possono essere chiamati a farne parte esperti in numero non superiore a cinque, nominati dallo stesso direttivo, e gli ex componenti gli Organi Nazionali. I Sindaci di Comuni Capoluogo ed i Consiglieri Nazionali in carica sono membri di diritto.

  • Art. 8 - Comitato direttivo: attribuzioni

    1. Nella sua prima riunione, il Comitato direttivo elegge nel proprio seno, a maggioranza assoluta dei presenti, il Presidente del Comitato Direttivo, il Comitato esecutivo.

    2. Spetta al Comitato direttivo nominare anche il Segretario, il Tesoriere ed i Revisori dei Conti scelti tra i Consiglieri dei Comuni della Campania o tra i funzionari di amministrazioni comunali della regione stessa in servizio o in quiescenza. Il Segretario può anche essere assunto direttamente dall’Associazione ed i Revisori dei conti possono essere scelti anche tra gli iscritti all’Albo nazionale dei Revisori contabili.

    3. Inoltre il Comitato direttivo:

    • raccoglie ed elabora gli elementi di studio da sottoporre all’esame ed alla discussione dell’Assemblea e cura l’adempimento delle deliberazioni dell’Assemblea;
    • approva i bilanci e li comunica ai soci;
    • amministra il patrimonio dell’Associazione in conformità alle leggi e disposizioni vigenti;
    • nomina Commissioni, Consulte e Gruppi di lavoro;
    • nomina il Direttore ed il Comitato di redazione degli eventuali organi di stampa dell’Associazione;
    • provvede, infine, a quanto occorra per il proseguimento dei compiti dell’Associazione, di cui all ‘Art. 2 e che non sia di competenza di altri Organi della stessa.
  • Art. 9 - Presidente e vice presidenti

    1. Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione in ogni rapporto, firma gli atti, convoca e presiede il Comitato direttivo regionale ed il Comitato esecutivo, coordina l’attività degli Organi dell’Associazione e contribuisce ad attuarne le decisioni.

    2. Il Presidente potrà nominare fra i membri del Comitato esecutivo uno o più Vice presidenti fino ad un massimo di tre, e fra questi un Vice presidente vicario.

    3. In caso di impedimento temporaneo, le funzioni presidenziali sono esercitate dal Vice presidente vicario.

    4. In caso di cessazione della carica per qualsiasi motivo, l’Assemblea regionale entro trenta giorni provvede all’elezione di un nuovo Presidente che rimane in carica fino alla scadenza del quadriennio.

    5. La carica di Parlamentare o Consigliere regionale o Consigliere provinciale é incompatibile con quella di Presidente e, ove sopravvenuta, determina la decadenza.

  • Art. 10 - Comitato esecutivo

    1. Il Comitato esecutivo è composto dal Presidente e da un massimo di 10 membri eletti dal Comitato direttivo nel proprio seno, nonché dal Presidente uscente qualora non ne faccia parte ad altro titolo per assicurare la continuità gestionale.

    2. Il Comitato Esecutivo:

    • raccoglie ed elabora gli elementi di studio sui vari problemi da sottoporre all’esame ed alla discussione del Comitato direttivo;
    • cura l’adempimento delle deliberazioni dell’Assemblea e del Comitato direttivo e assume la rappresentanza degli Organi dell’Associazione nell’intervallo delle rispettive sessioni, tranne quando si tratti di attribuzioni riservate alla esclusiva competenza degli stessi Organi;
    • propone al Comitato direttivo i progetti di bilancio;
    • promuove, eventualmente, la costituzione di unione di Comuni secondo le previsioni dell’Assemblea e del Comitato direttivo;
    • nomina commissioni per il raggiungimento dei suoi fini istituzionali;
    • affida speciali incarichi ai propri membri e può avvalersi dell’opera di consulenti e collaboratori di particolare e riconosciuta competenza; nonché provvede alla designazione di rappresentanze esterne;
    • amministra il patrimonio dell’Associazione, in conformità delle decisioni del Comitato direttivo;
    • provvede, infine, a quanto altro occorre per il soddisfacimento dei compiti esecutivi e per la realizzazione dei fini dell’Associazione.
  • Art. 11 - Collegio dei revisori dei conti

    1. Il collegio dei revisori dei conti si compone di tre membri effettivi e due membri supplenti.

    2. Il Collegio elegge nel suo seno un Presidente.

    3. Il Collegio controlla l’andamento contabile dell’Associazione; esprime parere sul bilancio preventivo e sul conto consuntivo predisposti dal Comitato esecutivo ai fini dell’approvazione del Comitato direttivo.

    4. L’incarico di Revisore dei conti ha durata pari a quella del Comitato direttivo.

  • Art. 12 - Verbali

    1. Di ogni riunione dell’Assemblea, del Comitato direttivo, del Comitato esecutivo va redatto apposito verbale, predisposto dal Segretario e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

    2. Ogni verbale è sottoposto all’approvazione dell’Organo nella successiva seduta.

  • Art. 13 - Ineleggibilità, incompatibilità, decadenza, sospensione

    1. I componenti degli Organi collegiali che per tre sedute consecutive non partecipano senza giustificato motivo, decadono dalla carica.

    2. La perdita o la sospensione del requisito richiesto per l’elezione negli Organi sociali, – Sindaco, Assessore, Consigliere Comunale e qualificato esperto, Presidente o Consigliere eletto di Circoscrizione o di altro Ente associato – è motivo di decadenza o di sospensione della carica.

    3. Il Comitato direttivo prende atto della decadenza.

  • Art. 14 - Commissioni, consulte, gruppi di lavoro

    1. Il Comitato direttivo fissa le norme per la composizione, la partecipazione ed il funzionamento delle Commissioni, Consulte e Gruppi di lavoro istituiti per l’esame e lo studio dei fondamentali problemi di interesse degli associati.

    2. Commissioni, Consulte e Gruppi di lavoro esprimono pareri da trasmettere agli Organi dell’Associazione che deliberano in merito.

    3. Di tali organismi possono far parte sia Amministratori che funzionari qualificati degli Enti associati o esperti nelle materie considerate.

  • Art. 15 - Conferenza dei presidenti delle associazioni regionali

    1. Il Presidente dell’Associazione, o un vice presidente da lui delegato, partecipa alla Conferenza dei Presidenti delle Associazioni regionali, costituita ai sensi dell’ art. 18 dello Statuto nazionale al fine di assicurare il coordinamento delle attività e della gestione fra Associazione nazionale ed Associazioni regionali.

  • Art. 16 - Coordinamenti provinciali

    1. Per un maggior collegamento tra i Comuni e le singole Provincie della Regione sono istituiti i coordinamenti Provinciali.

    2. I coordinamenti provinciali saranno eletti nel corso dell’Assemblea dell’Associazione, convocata per la elezione degli organi Regionali.

    3. Dovranno garantire la rappresentatività delle realtà territoriali dell’intera provincia interessata, e saranno costituiti da Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali. Dovranno, inoltre, assicurare la presenza di rappresentanti di alcuni piccoli comuni.

    4. Il Sindaco del Comune capoluogo di Provincia è membro di diritto del coordinamento provinciale.

    5. Il coordinamento provinciale elegge, nel proprio seno, un Presidente, ed un Esecutivo che affiancherà il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni. Il Presidente provinciale dovrà convocare almeno due volte all’anno l’assemblea provinciale, che sarà costituita dai Sindaci dei comuni della provincia o propri delegati esperti o Assessori delegati, da due Consiglieri comunali, rispettivamente uno di maggioranza ed uno di opposizione per ogni singolo comune.

    6. Ai lavori del coordinamento provinciale, e all’assemblea provinciale potranno partecipare i Consiglieri Nazionali dell’ANCI ed i componenti del Direttivo Regionale.

    7. Il coordinamento provinciale avrà sede presso il Comune Capoluogo della Provincia ovvero il Comune del Presidente eletto.

    8. Qualsiasi adempimento nell’ambito della Provincia è affidata al coordinamento provinciale.

    9. Il coordinamento provinciale invierà al Comitato Direttivo Regionale relazioni sulle attività svolte e sulle iniziative assunte almeno due volte all’anno, ovvero sempre quando lo riterrà opportuno.

TITOLO II - Norme di funzionamento

  • Art. 17 - Struttura amministrativa

    1. L’Associazione regionale è dotata di una struttura amministrativa costituita sia da personale distaccato dai Comuni associati secondo la normativa vigente, sia da personale assunto dall’esterno. Tale struttura dovrà assicurare l’attività necessaria per l’attuazione delle decisioni adottate dagli Organi sociali e tenere i libri e le documentazioni previste dalla legge.

    2. Ogni documentazione inerente l’attività degli Organi è conservata presso gli uffici dell’Associazione.

  • Art. 18 - Il Segretario

    1. Oltre ad adempiere ai compiti di cui al precedente art. 12, il Segretario sovrintende al regolare funzionamento della struttura amministrativa dell’Associazione, cura l’esecuzione delle decisioni adottate dagli Organi sociali, dirige il personale dipendente e risponde della gestione finanziaria e contabile; partecipa infine alle riunioni del Coordinamento dei Segretari regionali.

  • Art. 19 - Il Tesoriere

    1. Il Tesoriere è responsabile della cassa dell’Associazione; ha la firma, congiuntamente al Segretario, sui conti bancari intestati alla stessa.

  • Art. 20 - Patrimonio, finanziamento

    1. Il patrimonio dell’Associazione è costituito dai beni mobili descritti nel libro inventario, dai finanziamenti annuali dei soci e da eventuali somme giacenti presso gli Istituti di Credito a qualsiasi titolo di godimento dell’Associazione.

    2. Il finanziamento annuale dell’Associazione è costituito:

    • dai trasferimenti nazionali negli importi definiti dallo Statuto e dai competenti organi;
    • da una quota regionale, definita dal Comitato direttivo;
    • da contributi della Regione;
    • da contributi di enti pubblici e privati;
    • da altre entrate individuate dal Comitato direttivo ed indicate nel bilancio di previsione.

    3. Al fine di agevolare la partecipazione, ciascun Ente associato si impegna, per quanto possibile, a procedere al rimborso delle spese che gli eletti dell’Ente stesso dovranno sostenere, nel corso del loro mandato, per assolvere alla loro funzione negli Organi sociali, Commissioni, Consulte e Gruppi di lavoro di cui fanno parte.

    4. Lo stesso impegno potrà essere richiesto per i dipendenti degli Enti associati chiamati a collaborare all’attività dell’Associazione.

    5. Il finanziamento per le attività dei Coordinamenti provinciali fa carico al bilancio dell’Associazione regionale.

    Il Comitato direttivo regionale stabilirà annualmente la quota da destinare al funzionamento dei Comitati di coordinamento.

  • Art. 21 - Bilancio di previsione, conto consuntivo, esercizio finanziario

    1. L’esercizio finanziario si apre il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre dello stesso anno.

    2. Entro aprile dell’esercizio successivo i Revisori dei Conti esaminano il conto consuntivo e lo trasmettono al Comitato direttivo per l’approvazione.

    3. Il bilancio di previsione è approvato dal Comitato esecutivo entro il 15 novembre di ogni anno, e viene trasmesso al Comitato direttivo per l’approvazione unitamente al parere del Collegio dei revisori.

    4. Le variazioni del bilancio di previsione sono disposte dal Comitato esecutivo, sentito il parere del Collegio dei Revisori, e sono portate alla ratifica del Comitato direttivo nella prima seduta utile.

    5. L’impegno e la liquidazione delle spese sono disposti dal Presidente o dal Vice Presidente vicario, che possono delegare il Segretario per le spese ordinarie e ricorrenti di gestione.

  • Art. 22 - Contabilità

    1. I bilanci dell’Associazione sono redatti su formulari omogenei approvati dal Consiglio Nazionale su proposta della Segreteria Generale dell’ ANCI ed ai fini della trasparenza sono pubblicati secondo le disposizioni di legge che si applicano alle Associazioni nazionali degli Enti Locali.

    2. La gestione finanziaria dell’Associazione è sottoposta al sistema di controlli e sanzioni disciplinato dall’apposito regolamento nazionale, proposto dalla Conferenza dei Presidenti delle Associazioni regionali.

TITOLO III - Norme finali

  • Art. 23 - Modifiche statutarie

    1. Le modifiche al presente Statuto sono proposte dal Comitato direttivo o da 1/10 dei componenti dell’Assemblea, e sono approvate dall’Assemblea.

  • Art. 24 - Modalità delle votazioni

    1. Ai fini della determinazione del quorum nel calcolo dei votanti di cui al presente Statuto, le astensioni non vengono considerate.

  • Art. 25 - Norme transitorie

    I Presidenti dei Comitati Provinciali saranno eletti direttamente dall’Assemblea Regionale mentre i Componenti del Coordinamento saranno nominati dal Direttivo Regionale su proposta del Presidente eletto.