Rinegoziare i mutui: una nota di ANCI-IFEL spiega come fare e quando sono convenienti

Rinegoziare i mutui: una nota di ANCI-IFEL spiega come fare e quando sono convenienti

Tra gli interventi a sostegno dei Comuni per fare fronte all’emergenza COVID-19, assumono rilievo quelli volti, in particolare, ad assicurare un immediato alleggerimento degli oneri di rimborso prestiti che consenta di fare fronte alla prevedibile contrazione delle entrate proprie e all’aumento di costi imprevisti in relazione all’emergenza stessa.
Le misure in questione sono incisive per ampie fasce di Comuni, ma rispondono a criteri contingenti. Rimane sullo sfondo l’esigenza di un complessivo intervento di
ristrutturazione del debito locale e quindi di dare attuazione al più presto al percorso dapprima delineato dall’articolo 1, comma 557, della legge di bilancio 2020,
successivamente rafforzato e meglio precisato nei contenuti dall’articolo 39 del decreto “Proroghe” (dl 162/2019) con cui si dovrà finalmente giungere ad una effettiva riduzione delle passività totali mediante un consistente abbattimento degli oneri per interessi.
L’avvio di questa operazione è necessariamente spostato nel tempo per effetto dell’emergenza, ma, anche dalla lettura dell’art. 39, va qui anticipato che il Comune può prevedere che gli aggravi cumulativi in termini di maggior importo degli interessi complessivi, dovuti in particolare all’allungamento del periodo di ammortamento dei mutui CDP, saranno rivisti  completamente dalla ristrutturazione/rinegoziazione con il meccanismo di accollo allo Stato di cui all’articolo 39.
Con il presente documento (SCARICA E LEGGI) si intende riepilogare le principali misure di alleggerimento del debito comunale che consentono di liberare risorse utili nel 2020 a fronteggiare l’emergenza e, in particolare:
–  la rinegoziazione dei mutui Cassa depositi e prestiti, con sospensione della quasi totalità della quota capitale dovuta per il 2020;
–  l’Accordo ANCI-UPI-ABI per la sospensione della quota capitale dei mutui bancari;
– la sospensione della quota capitale dei c.d. “mutui Mef”;
– la sospensione della quota capitale dei mutui dell’Istituto per il credito sportivo.
Si tratta di misure con caratteristiche spesso simili che hanno generato più di un’incertezza tra gli amministratori e i servizi finanziari dei Comuni e amplificato alcune problematiche fino ad oggi rimaste per lo più sullo sfondo, la cui mancata soluzione interpretativa può ostacolare l’utilizzo degli strumenti in campo.
Malgrado le richieste dell’ANCI, in ultimo espresse in occasione dell’Audizione sul Documento di Economia e Finanza (DEF), sono rimaste escluse da ogni tipologia di intervento sia l’ipotesi di moratoria di un anno della restituzione delle anticipazioni di liquidità di cui al dl 35/2013 e successivi rifinanziamenti, sia quella di uno specifico intervento sui prestiti obbligazionari (che per diverse città medio-grandi rappresentano la forma prevalente del debito), che avrebbero costituito un ulteriore importante veicolo per l’alleggerimento degli oneri finanziari dei Comuni.
È altresì opportuno segnalare che il decreto “Rilancio” (dl n.34 del 2020, art. 116) ha ripristinato il dispositivo delle anticipazioni di liquidità adottato nel 2013, con una dotazione di 6,5 miliardi di euro per gli enti locali. Il comma 12 dello stesso articolo permette di finanziare il rimborso della quota capitale delle anticipazioni a breve termine ottenute da alcuni enti nel 2019, sempre finalizzate al pagamento dei debito commerciali pregressi, a norma del comma 556 della legge di bilancio 2020 (L. 160/2019).

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