Reddito di cittadinanza, incontro il 14 febbraio con la task force di Di Maio

Reddito di cittadinanza, incontro il 14 febbraio con la task force di Di Maio

La Commissione Welfare e Politiche Sociali è convocata per giovedì 14 febbraio, con inizio alle ore 10.30, presso la Sala Presidenza ANCI (Roma, Via dei Prefetti 46, secondo piano) per discutere l’implementazione del Reddito di Cittadinanza e dell’impatto della misura sui Comuni alla luce dell’approvazione del decreto legge attuativo da parte del Consiglio dei Ministri.
All’incontro saranno presenti il dottor Capizzuto, Capo della Segreteria tecnica del Ministro Di Maio, e il dottor Tangorra, Direttore generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il Reddito di Cittadinanza in sintesi
Avvio: aprile 2019
Risorse:
– Fondo Reddito di Cittadinanza: 2019: 7.100 mln (di cui 5.974 mln per il beneficio); 2020: 8.055 mln; dal 20201: 8.317 mln.
– Fondo Povertà: 2019: 347 mln; 2020: 587 mln; 2021: dal 2021: 615 mln. Quota fissa, non aumentabile, destinata al rafforzamento dei servizi sociali comunali.
Finalità: misura di (re)inserimento nel mondo del lavoro e di contrasto alla povertà.
Il Rdc assume la denominazione di Pensione di cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da 1 o più componenti pari o >67 anni.
Platea stimata dal Governo: 5 milioni di persone. Il 47% dei beneficiari sarà al Centro-Nord e il 53% al Sud e Isole.
Beneficiari:
– Cittadino italiano o UE o lungosoggiornante, con almeno 10 anni di residenza in Italia di cui gli ultimi 2 continuativi;
– Requisiti economici;
– Possesso di beni durevoli.
Beneficio:
tra i 480 e i 9.360 euro annui, in base ai parametri già indicati, per max 18 mesi, rinnovabile
previa sospensione di 1 mese.
Richiesta:
Il RdC si può richiedere alle Poste Italiane, sia direttamente all’ufficio postale che in via telematica, oppure ai CAF convenzionati con l’INPS.
Verifica requisiti:
L’INPS verifica i requisiti economici e patrimoniali entro 5 giorni dalla richiesta; a tal fine, è previsto un dialogo con le banche dati dell’Anagrafe tributaria, del Pubblico Registro Automobilistico e di altre PP.AA.
Nelle more del completamento dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, il Comune verifica i requisiti di residenza e soggiorno (non sono indicati termini temporali) e ne comunica l’esito all’INPS tramite piattaforma informatica.
Erogazione:
ll Rdc viene riconosciuto dall’INPS dopo verifica dei requisiti ed è erogato tramite la Carta Rdc emessa da Poste Italiane.
Ai suoi beneficiari sono estese le agevolazioni relative alle tariffe per la fornitura di gas ed elettricità riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate.
Il percorso di attivazione lavorativa e sociale:
Il beneficio economico è condizionato alla dichiarazione da parte dei componenti del nucleo maggiorenni (e non esonerabili) di immediata disponibilità al lavoro, entro 30 gg dal riconoscimento del beneficio presso i CPI o tramite l’apposita piattaforma digitale, nonché
all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo (Patto per il Lavoro con un Centro per l’Impiego o un’Agenzia per il Lavoro o un Ente di formazione accreditato) e all’inclusione sociale (Patto per l’Inclusione con i servizi sociali dei
Comuni). Sia nell’ambito del Patto per il Lavoro che del Patto per l’Inclusione, i beneficiari saranno tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai Comuni, fino ad 8 ore settimanali.

Criticità rilevate e prime richieste ANCI
I Comuni non hanno più il ruolo di regia della misura che invece il Rei riconosceva loro, ma i loro compiti risultano nondimeno onerosi, poiché ai percorsi di presa in carico sociale per una platea più vasta si aggiungono i controlli anagrafici sugli ultimi 10 anni (arco temporale più ampio che rende più impegnative le verifiche), nonché l’attivazione dei progetti di utilità sociale per tutti i beneficiari e l’alimentazione di un sistema informativo complesso (con l’implementazione del SIUSS – Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali).
Pertanto chiediamo che il Decreto Legge chiarisca adeguatamente che l’intero ammontare della quota del Fondo Povertà rimane destinata ai Comuni essendo finalizzata al rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali.
Riteniamo inoltre opportuno prevedere che tale quota servizi sia incrementabile in esito al monitoraggio degli effettivi bisogni, come nel REI, dove era prevista una quota percentuale (20%) della dotazione complessiva del Fondo Povertà, rimodulabile.
LEGGI LA NOTA ANCI CON I RILIEVI FORMULATI

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