Progetti utili alla collettività e Rdc, un accordo (con dubbi) tra Anci e Governo

Progetti utili alla collettività e Rdc, un accordo (con dubbi) tra Anci e Governo

Semaforo verde per il decreto che definisce le forme e le modalità di attuazione dei Progetti utili alla collettività (Puc), che i comuni dovranno attivare per i beneficiari del reddito di cittadinanza in diversi ambiti (da quello culturale, a quello ambientale, artistico e sociale). La Conferenza unificata ha dato il via libera al provvedimento, dopo il parere favorevole dell’Anci che tuttavia esprime dubbi sulla fase applicativa dei progetti, soprattutto per il grande sforzo amministrativo richiesto ai comuni. «Con senso di responsabilità e ben consapevoli che lo strumento del reddito di cittadinanza si riverbera sui comuni nella fondamentale azione di attivazione dei beneficiari del reddito attraverso la partecipazione ai progetti utili alla collettività, abbiamo condiviso un percorso col ministero avanzando proposte e suggerendo semplificazioni delle procedure. M o l t e di esse s o n o state accolte nel decreto approvato», ha dichiarato il presidente dell’Anci Antonio Decaro. «Tuttavia, permangono tra i municipi», ha rimarcato il numero uno dell’Associazione dei Comuni italiani, «alcuni timori relativi alle difficoltà nella fase applicativa dei progetti, con particolare riferimento al grande sforzo amministrativo richiesto soprattutto in termini organizzativi. La platea dei beneficiari è ampia e la gestione della fase transitoria, fi no alla implementazione della piattaforma per il reddito, complessa».
Il presidente dell’Anci ha sottoscritto l’intesa condizionandola all’accoglimento di un emendamento finalizzato a prevedere una revisione correttiva dopo un primo periodo di 12 mesi di realizzazione dei Progetti utili alla collettività (Puc).
Com’è noto, la normativa sul R e d d i t o di cittadinanza (art. 4 del decreto legge n. 4/2019) prevede che i beneficiari del Rdc siano tenuti a offrire, nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità per la partecipazione a progetti comunali utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo municipio di residenza. I beneficiari del Rdc dovranno mettere a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività del beneficiario e comunque non superiore al numero di otto ore settimanali.
Le norme sul Rdc prevedono che, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge n.4/2019 (divenuto vigente il 29 gennaio scorso) i comuni debbano predisporre le procedure amministrative utili per l’istituzione dei progetti utili alla collettività, comunicando le informazioni sui progetti a un’apposita sezione della piattaforma del ministero del lavoro dedicata al programma del Rdc.

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