Piccoli Comuni, da Aosta una serie di proposte
per gli enti locali montani

Piccoli Comuni, da Aosta una serie di proposte </br>per gli enti locali montani

Semplificazione burocratica, cancellazione di vincoli e ostacoli normativi che rendono impossibile fare impresa nelle aree marginali, adozione di una fiscalità agevolata e di misure speciali per rilanciare il turismo e l’artigianato. E poi ancora politiche mirate in materia di trasporti, ambiente e soprattutto in materia energetica, dal momento che pur avendo un ruolo da protagonisti nella produzione di energia idroelettrica, i piccoli Comuni, in particolar modo se Comuni montani, in gran parte non-metanizzati, sono quelli che devono sostenere i costi energetici maggiori, a partire alle spese di riscaldamento.
Si è chiusa con queste proposte ad Aosta, la “due giorni della Montagna” sulle tematiche di interesse specifico dei piccoli Comuni montani, che ormai rivestono carattere di urgenza e di strategie mirate.

“Il tema dei Comuni montani e della montagna in generale” ha affermato Massimo Castelli, coordinatore Nazionale Anci Piccoli Comuni e Sindaco di Cerignale, “va inquadrato innanzitutto tenendo conto di un parametro, quello della marginalità, che può consentire di approdare a soluzioni concrete per un effettivo rilancio ed una tutela reale della gran parte dei nostri territori, a partire da quelli più disagiati”.

Il tavolo di lavoro della Consulta Nazionale Anci Piccoli Comuni e del Celva – Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta era finalizzato a redarre un documento da presentare agli Stati Generali della Montagna promossi dal Ministro per Affari Regionali, Erika Stefani.

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