Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza

Approvato dal Consiglio Direttivo di Anci Campania

il 11/07/2018

 

 

INDICE

Sommario

1 Premesse. 3

1.1 Termini eDefinizioni 3

1.2 Normativa diriferimento. 3

1.3 Il percorso di adeguamento di ANCI Campania alla normativa di prevenzionedella corruzione e di promozione dellatrasparenza. 4

1.4 Il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) di ANCICampania. 5

2 Obiettivi Strategici Anticorruzione etrasparenza. 6

3 Soggetti interni responsabili della strategia diprevenzione. 7

3.1 AssembleaRegionale. 7

3.2 ConsiglioDirettivo. 7

3.3 Presidente e Ufficio diPresidenza. 7

3.4 SegretarioGenerale. 8

3.5 Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e Trasparenza(RPCT) 8

3.6 Dipendenti 8

4 Analisi del Contestoesterno. 9

5 Analisi del Contestointerno. 10

5.1 IDipartimenti 10

5.2 Coordinatori deiDipartimenti 10

5.3 UfficioComunicazione. 10

5.4 Segreteria. 10

6 Il rischio di corruzione e la suaprevenzione. 10

7 Distribuzione delle aree dirischio. 11

8 Mappatura dei processi e valutazione delrischio. 11

9 Trattamento del rischio. 12

9.1 Interventi di tipoorganizzativo. 12

9.2 Revisione del Codice Etico di ANCICampania. 12

9.3 Definizione di una procedura per la verifica casi inconferibilità eincompatibilità. 13

9.4 Definizione una procedura per la gestione delle partnership e per il dialogo con le imprese che forniscono servizi aicomuni 14

10 Formazione delpersonale. 14

11 Misure organizzative per la Trasparenza (d.lgs.33/2013) 15

11.1 Sezione “AmministrazioneTrasparente”. 15

11.2 Misure organizzative per latrasparenza. 15

11.3 Accesso documentale, accesso civico e accessogeneralizzato. 15

11.4 Convegni, formazione e ricerca sul tema dellatrasparenza. 16

12 Indirizzi ad Ancitel Campania, in materia di prevenzione dellacorruzione. 16

13 Programmazione attività di prevenzione della corruzione e di promozione della trasparenza (triennio 2018 – 2020) 16

14 Monitoraggio e aggiornamento delPTPC.. 17

 

 

 

 

1 Premesse

 

1.1 Termini eDefinizioni

  • ANAC: Autorità NazionaleAnticorruzione.
  • Corruzione: temine con il quale si indica l’assunzione di decisioni devianti dall’interesse generale (collettività) a beneficio (improprio e contra legem) di interesse/i singolo/i.
  • PTPC: Piano Triennale di Prevenzione dellaCorruzione.
  • PNA: Piano NazionaleAnticorruzione.
  • RPCT: Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e dellaTrasparenza.
  • STAKEHOLDER : persona e/o organizzazione che può essere influenzata dall’attivitàdi un’organizzazione e che può influenzarne l’attività.

 

1.2 Normativa diriferimento

 

  • 190/2012 (ha definito: il sistema di responsabilità sia a livello nazionale che decentrato e gli strumenti per la prevenzione dellacorruzione.)
  • Lgs. 33/2013 (ha introdotto gli obblighi di pubblicazione, finalizzati alla trasparenza dell’attività amministrativa.)
  • lgs. 39/2013 (ha definito i casi di non conferibilità ed incompatibilità di cariche ed incarichi.)
  • P.R. 62/2013 (ha introdotto il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici.)
  • Il Piano Nazionale Anticorruzione 2013 (ha definito le misure di prevenzione da introdurre per prevenire lacorruzione.)
  • Determinazione ANAC n. 8/2015 (Linee Guida per la prevenzione della corruzione nelle società e negli enti privati controllati o partecipati dalle P.A.)
  • Determinazione ANAC n. 12/2015 (Aggiornamento del Piano NazionaleAnticorruzione)
  • Lgs. 97/2016 (ha modificato la L. 190/2012 e il d.lgs. 33/2013, introducendo modifiche sugli obblighi di pubblicazione e sul diritto di accesso civicogeneralizzato.)
  • Determinazione ANAC n.831/2016 (Approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione2016)
  • Determinazione ANAC n.833/2016 (Linee Guida in materia di accertamento delle non conferibilità e delle incompatibilità degli incarichi amministrativi da parte del Responsabile della Prevenzione dellaCorruzione)
  • Determinazione ANAC n.1309/2016 (Linee Guida per la definizione dei limiti e delle esclusioni all’accesso civicogeneralizzato)

 

 

 

 

 

 

 

  • Determinazione ANAC n.1310/2016 (Prime Linee Guida per l’attuazione dei nuovi obblighi di pubblicazione introdotti dal d.lgs. 97/2016.)

 

 

1.3 Il percorso di adeguamento di ANCI Campania alla normativa di prevenzionedella corruzione e di promozione dellatrasparenza.

 

ANCI Campania è segmentazione regionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, a cui la vigente normativa attribuisce la rappresentatività degli Enti Locali nei rapporti istituzionali con le altre autorità amministrative, politiche e sociali, per la cura dei comuni interessi di tipo non frazionabile e a rilevanza ultra territoriale. Inoltre, ANCI (sia a livello nazionale, che regionale) è inclusa tra le Amministrazioni Pubbliche inserite nel conto economico consolidato ex articolo 1, comma 3 L. 31 dicembre 2009, n. 196 e ss.mm. (cd. Legge di contabilità e di finanza pubblica).Consapevole delle ricadute pubbliche della propria attività e della propria gestione economico-finanziaria, ANCI Campania ha sempre conformato la propria gestione interna e i rapporti con i Comuni ai principi della trasparenza e della legalità. E, fin dall’entrata in vigore della L. 190/2012, ha considerato la necessità e l’opportunità di adeguarsi alla normativa di prevenzione della corruzione, prevista per le PubblicheAmministrazioni.

Tuttavia, tale volontà di adeguamento si è inizialmente scontrata con il quadro normativo in tema di prevenzione della corruzione e trasparenza, che è (per stessa ammissione dell’A.N.A.C.) particolarmente complesso e di non facile interpretazione, a causa della “disorganicità delle disposizioni della legge n. 190 del 2012 e dei decretidelegati”.

I decreti attuativi della L. 190/2012 (d.lgs. 33/2013 e d.lgs. 39/2013 in particolare), prevedono che gli adempimenti in materia di trasparenza e anticorruzione previsti per i Ministeri, Gli Enti Pubblici Nazionali, gli Enti Locali e le Regioni debbano essere garantiti (compatibilmente con la loro natura privatistica) anche dalle Società in controllo pubblico e dagli enti privati controllati o partecipati dalla pubblica amministrazione.

Le linee di indirizzo per realizzare tale adeguamento vengono fornite dal Piano Nazionale Anticorruzione, che, nella versione approvata nel 2013 (vigente fino all’anno 2016), identificava nei Modelli Organizzativi introdotti del d.lgs. 231/2013 lo strumento privilegiato per gestire il rischio di corruzione nelle società e negli enti privati controllati o partecipati dalla pubblica amministrazione. Tali Modelli Organizzativi dovevano essere però integrati con l’identificazione di misure finalizzate a prevenire la corruzione passiva e la mala gestio durante: l’esercizio di funzioni amministrative, la produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o la gestione di servizi pubblici.

L’adozione di un Modello Organizzativo (ex D.lgs. 231/2001) sarebbe stata problematica per ANCI Campania: tale Modello, infatti, considera una serie di reati, che possono essere commessi dalle organizzazioni private, nell’esercizio di attività di tipo produttivo o commerciale. Tipologie di attività che ANCI Campania non esercita. Inoltre, l’adozione diun

 

 

 

 

 

 

 

Modello 231 avrebbe comportato dei elevati costi per la dotazione di un Organismo di Vigilanza esterno.

Altrettanto problematica sarebbe stata l’identificazione delle attività di rilevanza pubblica di ANCI Campania, da presidiare con le misure integrative di prevenzione., infatti, pur svolgendo attività di rappresentanza, supporto e coordinamento a favore dei Comuni, non svolge funzioni amministrative, non eroga servizi a favore dei Comuni associati e non gestisce servizi pubblici.

L’obbligo di adozione del Modello Organizzativo (ai sensi del d.lgs. 231/2001) è però venuto meno con l’entrata in vigore del nuovo Piano Nazionale Anticorruzione (giusta determinazione ANAC n.831/2016), in cui ANAC fornisce le seguenti indicazioni agli Enti pubblici economici, agli ordini professionali, alle società e agli enti privati in controllo pubblico: tali soggetti devono adottare misure di prevenzione della corruzione integrative di quelle adottate ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Tuttavia, qualora i predetti soggetti “non si applichi il d.lgs. 231/2001, o essi ritengano di non fare ricorso al modello di organizzazione e gestione ivi previsto, al fine di assicurare lo scopo della norma e in una logica di semplificazione e non aggravamento, gli stessi adottano un PTPC ai sensi della l. 190/2012 e s.m.i”.

In sintesi, con l’adozione del PNA 2016 gli Enti pubblici economici, gli ordini professionali, le società e gli enti privati in controllo pubblico sono sempre obbligati ad adeguarsi alla normativa anticorruzione; ma tali soggetti non hanno più l’obbligo di adottare un “Modello 231”, ma possono decidere di dotarsi di un Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC).

 

1.4 Il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) di ANCICampania

Nel mese di giugno 2017 ANCI Campania ha quindi avviato una serie di attività prodromiche all’adozione del proprio Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione. Innanzitutto, è stato individuato il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT). Tale funzione è stata assegnata al Segretario Generale, dott. Umberto Amodio.Inoltre è stata strutturata, messa on line la Sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale di ANCICampania, i cui contenuti saranno caricati entro il mese di marzo 2018.

Infine, per garantire un assetto organizzativo adeguato alla definizione e all’attuazione di politiche di prevenzione della corruzione, si è procederà ad adottare e modificare i Regolamenti

Il presente Piano Triennale di Prevenzione del Corruzione ha l’obiettivo di guidare lo sviluppo delle politiche di prevenzione della corruzione e promozione della trasparenza di ANCI Campania per il triennio 2018 – 2020. Nel presente documento saranno approfondite le iniziative già avviate da ANCI Campania e saranno programmate le attività finalizzate ad allineare ANCI Campania agli obblighi normativi e agli indirizzi del Piano Nazionale Anticorruzione.

 

2 Obiettivi Strategici Anticorruzione etrasparenza

L’art. 1, comma 8 della L. 190/2012 (come novellato dal d.lgs. 97/2016) prevede che l’organo di indirizzo definisca “gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, che costituiscono contenuto necessario dei documenti di programmazione strategico-gestionale e del Piano triennale per la prevenzione della corruzione”. Nel percorso di adozione del presente PTPC, il primo per ANCI Campania, l’Ufficio di Presidenza (nella sua funzione di Organo collegiale di coordinamento dell’attività dell’Associazione e di collaborazione con il Presidente e il Consiglio Direttivo) con il supporto del SegretarioGenerale, nella sua funzione di RPCT, ha definito i seguenti obiettivi strategici in materia di anticorruzione etrasparenza:

 

• Obiettivi Strategici, per la definizione del sistema diprevenzione:

  • valutare e prevenire il rischio di corruzione, prioritariamente, nelle seguenti aree di attività: acquisizione di beni, servizi e forniture; conferimento di incarichi di consulenza;
  • definire, attuare migliorare nel tempo modalità di lavoro e controlli finalizzati alla prevenzione della corruzione ;
  • Definire un articolato sistema di responsabilità, adeguato all’attuazione delle misure di prevenzione dellacorruzione;
  • Promuovere iniziative di formazione specifica delpersonale;
  • promuovere attività di studio e ricerca sul fenomeno della corruzione nel territorioregionale
  • standardizzazione le procedure e informatizzare la gestione deiprocessi.

 

• Obiettivi strategici in materia ditrasparenza:

  • garantire la pubblicazione dei dati, dei documenti e delle informazioni obbligatorie ai sensi della vigente normativa sullatrasparenza
  • rispettare la normativa in materia di accessocivico
  • promuovere una gestione trasparente della performance organizzativa ed individuale (obiettivi chiari e rendicontazione dei risultatiraggiunti);

 

• Obiettivi strategici in materia di coinvolgimento deglistakeholder

  • definire protocolli di intesa con pubbliche amministrazioni a livello nazionale e regionale, con altre associazioni di enti locali e con le associazioni di categoria, per definire strategie condivise di promozione dellalegalità

 

 

  • Promuovere momenti di formazione e confronto con gli amministratori comunali, sui temi dellalegalità

 

Per rendere maggiormente inclusiva la definizione degli obiettivi strategici, e per garantire che tali obiettivi siano aggiornati nel tempo ed orientino efficacemente i documenti di programmazione, il Presidente di ANCI Campania, nel corso dell’anno 2018 definirà una proposta di Politica Anticorruzione, intesa come documento autonomo, distinto dal PTPC, che definirà gli obiettivi strategici di ANCI Campania, in relazione alle tematiche dell’anticorruzione, della trasparenza e della legalità in generale. La Politica Anticorruzione sarà portata all’attenzione dell’Assemblea Regionale.

La Politica Anticorruzione avrà una valenza triennale e orienterà i successivi aggiornamenti del PTPC di ANCI Campania.

 

3 Soggetti interni responsabili della strategia diprevenzione

Di seguito una sintesi delle responsabilità assegnate ai diversi soggetti interni ad ANCI Campania, ai fini della definizione e attuazione delle strategie di prevenzione della corruzione e di promozione della trasparenza.

 

3.1 AssembleaRegionale

L’Assemblea Regionale è l’organo di indirizzo generale dell’ANCI Campania. E’ costituita da tutti gli associati che risultino in regola con il pagamento dei contributi associativi, riferiti all’anno precedente, alla data dell’Assemblea stessa.

L’Assemblea Regionale prede atto della Politica Anticorruzione di ANCI Campania, adottata dal Consiglio Direttivo.

 

3.2 ConsiglioDirettivo

Il Consiglio Direttivo è nominato dalla Assemblea Regionale in seduta Congressuale.

Il Consiglio Direttivo nomina il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e Trasparenza ed adotta, entro il 31 gennaio di ogni anno, il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione.

Inoltre, il Consiglio Direttivo adotta la Politica Anticorruzione. La Politica sarà aggiornata ogni tre anni e sarà adottata la prima volta nel corso dell’anno 2018.

 

3.3 Presidente e Ufficio diPresidenza

L’Ufficio di Presidenza è un Organo collegiale di coordinamento dell’attività dell’Associazione e di collaborazione con il Presidente ed il Consiglio Direttivo. L’Ufficio di Presidenza è composto dal Presidente dell’Associazione e da due Vice Presidenti nominati dal Consiglio Direttivo.

L’ufficio di Presidenza supporta il Presidente nella definizione della proposta Politica Anticorruzione e definisce, di concerto con il Segretario Generale di ANCI Campania, le modalità di attuazione delle attività previste nel Piano triennale di Prevenzione della Corruzione.

3.4 SegretarioGenerale

Il Segretario Generale provvede all’ordinaria gestione di ANCI Campania, adottando gli atti occorrenti ed assumendo le opportune iniziative anche per l’appropriata gestione delle risorse umane, reali e finanziarie.

Il Segretario Generale svolge temporaneamente (in sede di prima approvazione e applicazione del Piano) anche la funzione di Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT).

 

3.5 Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e Trasparenza(RPCT)

Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT) definisce la strategia di prevenzione della corruzione e di promozione della trasparenza.

Il RPCT:

 

  • predisporre il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC), in linea con gli obiettivi strategici definiti dall’Assemblea Regionale nella PoliticaAnticorruzione;
  • propone la bozza di PTPC al Consiglio Direttivo, per la suaapprovazione;
  • promuove e verifica l’efficace attuazione del PTPC e la sua idoneità; nonché il suo aggiornamentoannuale;
  • pubblica sul sito web di ANCI Campania, di norma entro il 15 dicembre di ogni anno, se non diversamente disposto da ANAC, una relazione recante i risultati dell’attivitàsvolta;
  • individua il personale da inserire nei programmi di formazione e diaggiornamento
  • svolgere stabilmente un’attività di controllo sull’adempimento da parte di ANCI Campania degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.lgs. n. 33/2013, segnalando i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi dipubblicazione;
  • riceve e valuta le richieste di accesso civico di cui all’art. 5, comma 1 del d.lgs.33/2013
  • riceve e valuta le richieste di riesame delle istanze di accesso civico generalizzato di cui all’art. 5, comma 2 del d.lgs.33/2013;
  • ai sensi dell’art.15 del D.lgs. n. 39/2013, il Responsabile della Corruzione e della Trasparenza deve anche contestare le situazioni di incompatibilità e inconferibilità degli incarichi.

I compiti attribuiti al Responsabile della Corruzione e della Trasparenza non sono delegabili, se non in caso di straordinarie e motivate necessità.

Ai sensi dell’art.15 del D.lgs. n. 39/2013, la revoca dell’incarico dirigenziale del soggetto cui sia stato conferito l’incarico di Responsabile dovrà essere espressamente e adeguatamente motivata; inoltre, la revoca sarà comunicata all’Autorità Nazionale Anticorruzione, che entro 30 giorni potrà formulare richiesta di riesame qualora rilevi che la revoca sia correlata alle attività svoltedal Responsabile in materia di prevenzione della corruzione (art.15 D.lgs. n. 39 del 2013). Rimane fermo l’obbligo di rotazione e la conseguente revoca dell’incarico nel caso in cui nei confronti del dirigente responsabile della prevenzione siano avviati procedimenti disciplinari o penali.

 

3.6 Dipendenti

I dipendenti di ANCI Campania:

 

  • partecipano al processo di gestione del rischio, collaborando insieme al RPCT, per definire le misure di prevenzione etrasparenza;
  • assicurano l’osservanza del Codice Etico di ANCI Campania e l’attuazione delle misure di prevenzione programmate e contenute nelPTPC;

 

 

  • garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni, dati e documenti, da pubblicare ai sensi del D.lgs.n.33/2013;
  • segnalano le situazioni di illecito che dovessero riscontrare nell’esercizio delleproprie

 

4 Analisi del Contestoesterno

La det. ANAC 12/2015 ha sottolineato che l’analisi del contesto esterno deve “evidenziare come le caratteristiche dell’ambiente nel quale l’amministrazione o l’ente opera, con riferimento, ad esempio, a variabili culturali, criminologiche, sociali ed economiche del territorio possano favorire il verificarsi di fenomeni corruttivi al proprio interno. A tal fine, sono da considerare sia i fattori legati al territorio di riferimento dell’amministrazione o ente, sia le relazioni e le possibili influenze esistenti con i portatori e i rappresentanti di interessi esterni”.

A tale proposito, come sottolineato dalle relazioni periodiche sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica, presentate al Parlamento dal Ministero dell’Interno, La regione Campania è interessata da molteplici e svariate manifestazioni di criminalità, che allineandosi alle trasformazioni del Paese, adeguano gli strumenti di penetrazione dell’economia legale, orientandole allo sfruttamento delle opportunità offerte dal tessuto socio-economicolocale.

Sul territorio si vanno palesando anche segnali, da parte dei sodalizi di tipo camorristico/mafioso, di infiltrazioni all’interno della Pubblica Amministrazione e nell’aggiudicazione di appalti per lavori pubblici, riproponendo assetti di mercificazione dell’interesse pubblico e situazioni di connivenza sperimentati nell’area d’origine. L’azione di contrasto alle organizzazioni criminali si sta dunque spingendo all’esplorazione di illeciti chespessoemergono con fattispecie di natura fiscale e/o amministrativa, che potrebbero costituire il terreno su cui realizzare l’intreccio d’interessi tra criminali, classe politica, dirigenti/funzionari, ed imprenditori (con la costituzione di “sistemi criminali” apparentemente disomogenei ma in realtà efficacemente integrati), nei quali la corruzione e, in generale, i reati contro la P.A., permettano alla criminalità organizzata di infiltrarsi ed espandersi ulteriormente, a danno dell’imprenditoria sana.

Quanto finora espresso è emerso anche da recenti studi sul campo che hanno evidenziato una manifesta affermazione del meccanismo di scambio tra risorse pubbliche, con moto pendolare, originariamente al privato per ritornare sotto forma di incarichi elettivi o amministrativi al soggetto pubblico, che le ha illecitamente erogate.

ANCI Campania, per attuare la propria missionstatutaria, intrattiene rapporti con gli amministratori locali; intrattiene rapporti con operatori economici e professionisti per la gestione dei propri processi di approvvigionamento (acquisizione di beni, servizi, forniture e conferimento di incarichi) e dialoga e definisce accordi con gli operatori economici e gli altri soggetti pubblici/privati che possono erogare beni e servizi a supporto dei Comuni.

Tutti questi soggetti sono potenzialmente a rischio, alla luce dell’analisi del contesto esterno. In ragione della funzione di rappresentanza e supporto ai Comuni, assegnata ad ANCI Campania dalla normativa, non si può ragionevolmente escludere che alcuni di questi soggetti abbiano interesse ad influenzare illecitamente l’attività di ANCI Campania, per trarre vantaggi personali.

 

 

 

 

 

 

 

5 Analisi del Contestointerno

 

La struttura organizzativa di ANCI Campania riflette la necessità di garantire la partecipazione dei Comuni e lo sviluppo, all’interno dell’organizzazione, de temi di maggior interesse degli entiLocali.

 

5.1 IDipartimenti

IlConsiglioDirettivo è coadiuvato da numerosi Dipartimenti,per gestire le tematiche/problematiche di maggioreinteresseper gliEnti comunali associati. I Dipartimenti sono disciplinati da un apposito regolamento approvato dal Consiglio Direttivo che ne definisce la composizione, l’organizzazione e il funzionamento. I Dipartimenti sono presieduti da un Componente del Consiglio Direttivo; nei casi di Presidente esterno, quest’ultimo deve necessariamente ricoprire una carica elettiva e/o politico-amministrativa in uno degli Enti associati.Egli partecipa apienotitolo alle riunioni del Consiglio Direttivo.

FannopartedeiDipartimenti colorochericopronounacarica elettiva e/o politicoamministrativa negli enti associati ed Esperti qualificati.

 

5.2 Coordinatori deiDipartimenti

I coordinatori dei dipartimenti sono nominati dal Consiglio Direttivo di concerto con l’Ufficio di Presidenza, sentiti i Presidenti di Dipartimento e il Segretario Generale. Hanno compito di predisporre i temi da trattare nel Dipartimento e curare che sia dato corso all’attività dello stesso e dei Gruppi di Lavoro istituiti. Partecipano, su invito del Presidente, alle riunioni degli Organi dell’Associazione con funzione referenti sulle materie e sull’attività di loro competenza. Coadiuvano i Presidenti dei Dipartimenti, o loro delegati, nei rapporti esterni con le Istituzioni, gli Enti, le Associazioni, e con ANCI. Riportano al Segretario Generale, con cui collaborano nell’attività corrente dell’Associazione anche attraverso riunioni periodiche di coordinamento.

 

 

5.3 UfficioComunicazione

ANCI Campania ha un proprio ufficio, composto da n. 3 dipendenti, che cura la comunicazione e gestisce il sito istituzionale.

 

5.4 Segreteria

La struttura amministrativa, costituita da 2 dipendenti, assicura l’attività necessaria per il funzionamento dell’Associazione e per l’attuazione delle decisioni degli organi sociali.

 

6 Il rischio di corruzione e la suaprevenzione

 

Un rischio è l’effetto dell’incertezza sugli obiettivi, cioè uno scostamento dagli obiettivi di una organizzazione, causato dalla mancata conoscenza (incertezza) di uno o più eventi. Questa definizione (mutuata dalla norma ISO 31000-Principi e Linee Guida per la Gestione del Rischio), descrive, meglio di ogni altra, l’essenza del rischio: le organizzazioni prendono delle decisioni ed agiscono, quasi sempre, in condizioni di incertezza, cioè senza riuscire a prevedere tutti gli eventi che potrebbero influire sul raggiungimento dei loro obiettivi.

 

 

 

 

 

Una organizzazione (come ANCI Campania), che decide e agisce per tutelare gli interessi dei Comuni (e quindi gli interessi delle comunità locali), l’incertezza sugli eventi di corruzione potrebbe causare uno scostamento dagli obiettivi statutari di rappresentanza e tutela degli interessi comuni, a vantaggio di interessi privati.

All’interno di ANCI Campania, il rischio di corruzione potrebbe essere associato al verificarsi di una serie di eventi, diversi tra loro:

  • Reati (comportamenti che hanno una rilevanza sul pianopenale)
  • Mala Gestio (disfunzioni organizzative che hanno caratteresistematico)
  • Cattiva qualità dei servizi, disorganizzazione, comportamenti non etici (disfunzioni organizzative che hanno carattereoccasionale)

 

Questi eventi possono essere ordinati in una piramide (cd.piramide del rischio) dal più grave al meno grave, in quanto la loro frequenza è inversamente proporzionale al loro impatto.

 

I reati hanno una frequenza rara ma un impatto molto elevato. Il verificarsi di un reato, però, dipende, oltre che dalla volontà dell’agente, anche da una serie di fattori di rischio di tipo organizzativo, che sono anche alla base dei casi di Mala Gestio, di cattiva qualità del servizio, disorganizzazione e comportamenti non etici. Gestendo gli eventi più frequenti, ma con impatto minore, è quindi possibile prevenire gli eventi meno frequenti, ma con impatto più elevato, cioè ireati.

7 Distribuzione delle aree dirischio

Da una prima analisi delle macro-aree di attività di ANCI Campania, è emerso che i Dipartimenti e l’ufficio Comunicazione non svolgono attività potenzialmente a rischio di corruzione. Il rischio di corruzione si concentra, invece, in capo all’Ufficio di Presidenza, al Consiglio Direttivo e alla Struttura Amministrativa. La distribuzione delle aree di rischio è sintetizzata nella tabella seguente

 

Organo/Unità Organizzativa Area di rischio
Consiglio Direttivo Ufficio di Presidenza e Presidente • Incarichi enomine

• Affari Legali econtenzioso

• Accordi e partnership con soggetti pubblici eprivati

 

Struttura Amministrativa

• Acquisizione di beni, servizi eforniture

• Conferimento di incarichiprofessionali

• gestione delle entrate, delle spese e delpatrimonio

• Gestione delpersonale

 

 

8 Mappatura dei processi e valutazione delrischio

Nel triennio 2018 – 2020 sarà completata la mappatura e la valutazione del rischio corruttivo dei processi afferenti le aree di rischio di cui al paragrafo precedente. Tali attività saranno realizzate applicando la metodologia illustrata nelle Linee Guida per la prevenzione della corruzione di ANCI Campania

 

 

 

 

 

 

9 Trattamento del rischio

Le misure di prevenzione specifica saranno elaborate ed attuate a valle del processo di mappatura dei processi e di valutazione del rischio corruttivo. Nel frattempo, ANCI Campaniaha programmato (per il triennio 2018-2020) l’attuazione di una serie di misure di prevenzione di tipo trasversale, che saranno descritte nei paragrafi seguenti.

 

9.1 Interventi di tipoorganizzativo

Attualmente, tutti i poteri decisionali, relativamente alle attività svolte dall’Ufficio Amministrativo, sono in capo al Segretario Generale. Per garantire la separazione delle responsabilità e la responsabilizzazione del personale (anche in ragione del ruolo di RPCT assegnato al Segretario in sede di prima adozione del PTPC), ANCI Campania sperimenterà una nuova distribuzione delle responsabilità, al fine di tenere assegnare a soggetti diversi i seguenti ruoliorganizzativi:

 

  • Responsabileacquisti
  • Responsabile dei flussifinanziari
  • Responsabile Unico del Procedimenti(RUP)

 

Nel nuovo assetto organizzativo, il Segretario Generale garantirà comunque il coordinamento, la supervisione e il controllo delle attività dell’ufficio amministrativo, come previsto dallo Statuto di ANCI Campania

 

9.2 Revisione del Codice Etico di ANCICampania

ANCI Campaniasi rifà al codice etico di Anci Nazionale, che ha adottato, già prima dell’entrata in vigore della L. 190/2012, un proprio Codice Etico, per garantire il rispetto delle Istituzioni e delle norme, il contrasto all’illegalità, il contrasto ai conflitti d’interesse, nonché la promozione di decisioni e comportamenti orientati alla correttezza, all’imparzialità, alla riservatezza, e alla trasparenza.

La particolarità del Codice Etico di ANCI Campania risiede nel fatto che esso non si rivolge soltanto ai dipendenti, ma anche ai componenti degli Organi di Indirizzo, ai titolari di cariche, ai Comuni Associati, ai collaboratori, ai fornitori e ai committenti di ANCI Campania. In questo sidifferenzia,adesempio,daiCodicidiComportamentoadottatidagliEE.LL.in virtù del DPR 62/2013 (Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165), che vincolano i dipendenti ma non gli organi di indirizzo; ed è più simile ai Codici Etici dei Modelli Organizzativi ex d.lgs. 231/2001.

Tutti i Comuni aderenti ad ANCI Campania sono tenuti ad informare i propri amministratori dell’esistenza del codice etico. Gli amministratori che ricoprono cariche nei Comuni associati ad ANCI Campania sono tenuti ad operare nella consapevolezza che la buona reputazione dei Comuni e di ANCI Campania costituiscono la risorsa immateriale principale sulla quale fondare l’esercizio delle proprie funzioni e il perseguimento della missione dell’Associazione. In qualità di amministratori essi siimpegnano:

  • a svolgere la propria funzione nell’interesse dellacollettività;
  • a favorire la diffusione della cultura della legalità ed a contrastare ogni forma di illegalità;
  • a svolgere le proprie funzioni in ottemperanza ai principi stabiliti nel presente codice etico, ed in particolare a promuoverne i contenuti presso il sistema di portatori di interesse del proprioComune.

 

 

 

Invece, tutti coloro che ricoprono cariche associative di ogni ordine e grado in ANCI Campania devono:

  • prestare la propria attività anteponendo l’interesse dell’Associazione alle logiche di parte basate sull’appartenenza politica;
  • svolgere le proprie funzioni in ottemperanza ai principi stabiliti nel presente codice etico, con la consapevolezza che ogni soggetto titolare di cariche associative è in qualsiasi momento un rappresentante di ANCI Campania ed in quanto tale è responsabile del buon nome dell’Associazione e dell’attuazione della suamissione;
  • intrattenere rapporti con l’esterno ed in particolare con i mezzi di informazione improntati alla correttezza poiché chi rappresenta l’Associazione esprime le proprie opinioni rispettando gli indirizzi e le posizioni assunte dagliorgani;
  • interagire con la struttura tecnica di ANCI Campania ricevendone il necessario e adeguato supporto, nella piena consapevolezza della distinzione di ruoli tra chi ricopre funzioni politiche e di rappresentanza politica e chi svolge funzioni di responsabile della gestione tecnica ed operativa deiprocessi;
  • rispettare i regolamenti di funzionamento, approvati dagli organi competenti, cercando di limitare l’impatto economico derivante dallo svolgimento dell’attività istituzionale sull’Associazione.

 

Infine dipendenti e collaboratori devono ispirare la propria azione a principi di:

  • lealecollaborazione
  • esclusività e nonconcorrenzialità
  • Rispetto delle direttiveimpartite
  • Impegno all’attuazione del programma deliberato dagliorgani
  • trasparenza
  • riservatezza

 

ANCI Campania procederà alla revisione del proprio Codice Etico, per allinearlo ai contenuti del Codice di Comportamento dei Dipendenti Pubblici di cui al D.P.R. 62/2013. Tale allineamento si rende necessario, in quanto ANCI Campania non è soggetta alla disciplina del personale di cui al d.lgs. 165/2001 e s.m.i. (c.d. Testo Unico del Pubblico Impiego). Tuttavia, ai fini della prevenzione della corruzione, il personale dovrà comunque garantire standard di comportamento assimilabili a quelli richiesti ai dipendenti degli enti locali.

Alla luce della distribuzione del rischio (che coinvolge non solo la struttura amministrativa, ma anche Il Consiglio Direttivo, l’Ufficio di Presidenza e il Presidente), le modifiche interesseranno anche i principi di comportamento degli Organi di Indirizzo.

 

9.3 Definizione di una procedura per la verifica casi inconferibilità eincompatibilità

Il D.lgs 39 del 2013 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico) ha disciplinato alcune specifiche ipotesi di inconferibilità e di incompatibilità, in relazione all’assunzione di incarichi o cariche presso la pubblica amministrazione e gli enti di diritto privato in controllopubblico.

 

 

 

 

ANCI Campania rientra nell’ambito soggettivo di applicazione del d.lgs. 39/2013 e, di conseguenza, allineerà la propria documentazione interna e le prassi in uso per il conferimento degli incarichi e delle cariche, al fine di garantire il rispetto delle disposizioni del D. Lgs. n.39/2013.

Inoltre, saranno richieste e raccolte, con cadenza annuale, le dichiarazioni attestanti l’assenza di cause di incompatibilità e/o di inconferibilità nonché tutti i dati e le informazioni che la legge richiede al fine di mitigare il rischio che si instaurino consuetudini corruttive da parte o nei confronti dei soggetti più influenti nei processi aziendali a rischio corruzione.

Per consentire al RPCT la verifica e la contestazione di eventuali cariche o incarichi assegnati in contrasto con il dettato del d.lgs. 39/2013, sarà infine adottato un Regolamento per la verifica dei casi di inconferibilità eincompatibilità.

 

9.4 Definizione una procedura per la gestione delle partnership e per il dialogo con le imprese che forniscono servizi aicomuni

Come evidenziato dall’analisi del contesto esterno, ANCI Campania, per attuare la propria mission, dialoga e definisce accordi con gli operatori economici e gli altri soggetti pubblici o privati che possono erogare beni e servizi a supporto dei Comuni.

Tali soggetti sono potenzialmente a rischio, alla luce dell’analisi del contesto esterno. In ragione della funzione di rappresentanza e supporto ai Comuni, assegnata ad ANCI Campania dalla vigente normativa, non si può ragionevolmente escludere che alcuni di questi soggetti abbiano interesse ad influenzare illecitamente l’attività di ANCI Campania, per trarre vantaggi personali.

 

Per questa ragione, ANCI Campania si doterà di una procedura per la gestione delle partnership e per il dialogo con le imprese che forniscono servizi ai Comuni. Tale procedura dovrà definire:

 

  • quali soggetti di ANCI Campania possono dialogare con le imprese che forniscono servizi aiComuni;
  • la trasparenza e la tracciabilità delle relazioni con i soggettiprivati;
  • modalità di selezione degli interlocutori e dei partner, che scongiurino la formazione di cartelli tra imprese o il consolidarsi di situazioni dimonopolio.

 

10 Formazione delpersonale

La formazione del personale sarà necessaria, per garantire la corretta attuazione delle iniziative previste dal PTPC, anche in ragione delle modifiche nell’assetto organizzativo previste nel prossimo triennio.

Conseguentemente, la formazione sarà rivolta, prevalentemente al personale dell’Ufficio Amministrativo, al personale dell’Ufficio Comunicazione, al Segretario e verterà sui seguenti temi:

 

  • aggiornamento normativo (normativa sulla trasparenza e sull’accesso civico generalizzato);
  • metodologie di mappatura dei processi e di valutazione delrischio;
  • diffusione dei contenuti del PTPC di ANCICampania;
  • etica pubblica e CodiceEtico.

 

 

 

 

 

 

 

11 Misure organizzative per la Trasparenza (d.lgs.33/2013)

 

11.1 Sezione “AmministrazioneTrasparente”

ANCI Campania ha già istituito e sta provvedendo a popolare, sul proprio sito istituzionale, la sezione Amministrazione Trasparente, destinata alla pubblicazione dei dati, delle informazione e dei documenti previsti dal d.lgs. 33/2013. Le sottosezioni applicabili ad ANCI Campania sono le seguenti:

 

  • Disposizioni generali: atti generali, Programma per la Trasparenza, normativadi riferimento, Codice di Comportamento dei Dipendenti, CodiceDisciplinare;
  • Organizzazione: Organi di indirizzo Politico, Articolazione degliuffici;
  • Consulenti e collaboratori: elenco degli incarichi di consulenza ecollaborazione;
  • Personale: incarichi di vertice, Dirigenti, Quadri e 1 Livelli, dotazione organica, tassi di assenza;
  • Enti controllati: enti pubblici vigilati, società controllate, società partecipate, enti privati controllati (ad es. le fondazioni), enti privatipartecipati;
  • Bandi di gara e contratti: informazioni relative alle procedure per l’affidamentoe l’esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi eforniture;
  • Bilanci: Bilancio preventivo, bilancio consuntivo, variazioni di bilancio, indicatori e risultatiattesi;
  • Controlli e rilievi sull’amministrazione: controlli e rilievi della Corte dei Conti, degli organi di controllo interno e degli organi di revisione amministrativa econtabile;
  • Servizi erogati: carta dei servizi, costo dei servizi, tempimedi dei pagamenti;
  • Altri contenuti: Prevenzione della Corruzione, accesso civico, dati ulteriori iniziative in materia ditrasparenza.

 

 

Le diverse sottosezioni sono in via di definizione ed aggiornamento e il caricamento dei dati, delle informazioni e dei documenti sarà completato presumibilmente entro la fine dell’anno 2018.

 

11.2 Misure organizzative per latrasparenza

Per garantire il puntuale aggiornamento della Sezione Amministrazione Trasparente, l’Ufficio Amministrativo è stato incaricato di raccogliere i dati, le informazioni e i documenti da pubblicare, e di trasferirli all’Ufficio Comunicazione, che provvederà a metterli on-line.

Gli indirizzi in materia di trasparenza saranno invece definiti dal Consiglio direttivo e attuati dal Segretario Generale

11.3 Accesso documentale, accesso civico e accessogeneralizzato

Il d.lgs. 97/2016 (Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza) ha introdotto nell’ordinamento italiano il diritto di accesso generalizzato (art. 5, comma 1 del d.lgs. 33/2013). In virtù di tale diritto, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti.

 

 

Il diritto di accesso generalizzato si affianca (e in parte si sovrappone) al già esistente diritto di accesso civico (art. 5, comma 1, d.lgs. 33/2013) e al diritto di accesso agli atti previsto dalla Legge 241/1990.

Per allinearsi al nuovo quadro normativo, ANCI Campania adotterà un Regolamento per gli accessi, per definire le modalità e limiti dei seguenti tipi di accesso:

  • Accesso civico, finalizzato alla richiesta di pubblicazione di dati, documenti e informazioniobbligatorie
  • Accesso generalizzato, finalizzato a richiedere dati e documenti non soggetti ad obbligo di pubblicazione, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti
  • Accesso agli atti, finalizzato a richiedere gli atti di un procedimento amministrativo, da parte di soggetti portatori di interessi giuridicamenterilevanti.

 

11.4 Convegni, formazione e ricerca sul tema dellatrasparenza

ANCI Campania ha già promosso, nel corso degli anni passati, convegni, momenti di formazione e attività di ricerca sui temi della trasparenza amministrativa e della partecipazione. Questo impegno continuerà anche nel triennio 2018 – 2020, con il supporto degli altri soggetti gravitanti nel “Sistema ANCI” (ANCI Nazionale con le proprie partecipate).

In particolare, nel 2018 saranno promosse iniziative di formazione, confronto e ricerca, per supportare i Comuni campani nella gestione del nuovo accesso generalizzato.

12 Indirizzi ad Ancitel Campania, in materia di prevenzione dellacorruzione

ANCI Campania vigila sulla corretta e regolare applicazione delle disposizioni in materia di trasparenza e anticorruzione da parte Ancitel Campania si è già dotata di un Modello Organizzativo e di Gestione ex d.lgs. 231/2001. Ai fini dell’allineamento alla normativa in materia di prevenzione della corruzione e promozione della trasparenzaAncitel Campania dovrà:

  • Nominare un responsabile per la prevenzione della corruzione e dellatrasparenza
  • Istituire, sul proprio sito web, la sezione “Società Trasparente”, destinata alla pubblicazione dei dati, dei documenti e delle informazioni previste dal d.lgs.33/2013
  • Identificare misure integrative al Modello 231, finalizzate alla prevenzione del rischio di corruzione passiva(PTPC)
  • Garantire il rispetto della normativa sull’accesso civico (art. 5, commi 1 e 2 del d.lgs. 33/2013

 

13 Programmazione attività di prevenzione della corruzione e di promozione della trasparenza (triennio 2018– 2020)

Di seguito, si sintetizza la programmazione delle misure di prevenzione della corruzione e di promozione della trasparenza, per il triennio 2018 – 2020

 

Attività Anno Responsabile
approvazione Politica Anticorruzione e

Definizione obiettivi strategici anticorruzione

2018 Presidente, Consiglio Direttivo
Interventi di tipo organizzativo 2018 Segretario Generale
 

Formazione del Personale

2018

2019

2020

 

Segretario Generale

Implementazione della Sezione

Amministrazione Trasparente

2018 Ufficio Amministrativo, Ufficio

Comunicazione

Adozione Regolamento per gli accessi (accesso documentale 241/1990; accesso civico; accesso generalizzato-FOIA)  

2018

Segretario Generale, Ufficio Amministrativo, Ufficio Comunicazione
Definizione una procedura per la gestione delle partnership e per il dialogo con le

imprese che forniscono servizi ai comuni

 

2019

Segretario Generale, Ufficio Amministrativo
Revisione Codice Etico 2019 Segretario Generale, ufficio

amministrativo

Valutazione del rischio di corruzione 2019

2020

Consiglio Direttivo, Ufficio di

Presidenza, Segretario Generale,

 

Attività Anno Responsabile
ufficio amministrativo
Definizione di una Regolamento per la verifica casi inconferibilità e incompatibilità (valutare

se inserire in PTPC)

 

2020

Segretario Generale, Ufficio Amministrativo
 

Definizione di misure di prevenzione specifica

 

2020

Consiglio Direttivo, Ufficio di Presidenza, Segretario Generale,

ufficio amministrativo

 

14 Monitoraggio e aggiornamento delPTPC

A cadenza semestrale (il 15 giugno e il 1° dicembre di ogni anno) il RPCT avvierà il monitoraggio sul grado di attuazione del PTPC, verificando:

 

  • il grado di attuazione delle misure diprevenzione;
  • il grado di attuazione delle misure di trasparenza e verifica dei dati caricati sulla sezione “Amministrazione Trasparente” del sitoistituzionale;
  • il grado di attuazione degli interventi diformazione;
  • la rilevazione di eventuali situazioni a rischio (violazioni del Codice di Comportamento, segnalazioni, mancato rispetto dei termini di conclusione deiprocedimenti).

 

Il primo monitoraggio è programmato per il 15 giugno 2018.

Annualmente, alla luce dei risultati dell’attività di monitoraggio, il Responsabile provvede al riassetto del PTPC, ridefinendo le tempistiche di attuazione delle misure di trattamento, introducendo nuove misure e avviando, se necessario, la valutazione del rischio nelle aree in cui sono state rilevati comportamenti non conformi (violazioni ripetute al Codice Etico, segnalazioni di illeciti, rilevanti scostamenti dai tempi di conclusione deiprocedimenti).

Entro il 15 dicembre di ogni anno, il RPCT pubblicherà nella sezione Amministrazione Trasparente una relazione, utilizzando il format elaborato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione