Per i Comuni buco nei bilanci 2019: in Campania spariscono 100 miliardi

Per i Comuni buco nei bilanci 2019: in Campania spariscono 100 miliardi

Sul quotidiano ‘Il Mattino’, in edicola giovedì 4 aprile 2019, un interessante articolo di Valerio Iuliano, sul tema delle rottamazione delle cartelle a livello comunale con una importante presa di posizione del presidente di Anci Campania, Domenico Tuccillo. Ecco alcuni estratti dell’articolo:

Le rottamazioni vecchie e nuove scontentano gli enti locali e, in alcuni casi, rendono complicata perfino la redazione dei Bilanci Consuntivi 2019 – scrive Iuliano – . L’ ipotesi di condono fiscale per i contribuenti dei Comuni che non si affidavano a Equitalia, ma ad altre agenzie di riscossione, rinfocola le vecchie polemiche contro tutte le sanatorie…. Il problema deriva dal decreto fiscale che prevede l’ annullamento automatico dei debiti tributari fino a mille euro, affidati all’ex Equitalia, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010. Una quantità smisurata di carichi fiscali – per multe, bolli auto o tributi locali, dalla Tari all’ Imu – con un valore contabile complessivo che si aggira intorno ai 500 miliardi di euro. Le cartelle di importi fino a mille euro riguardavano il 55% dei contribuenti. Mentre per la Campania il debito complessivo per le minicartelle supera i 100 miliardi. Il decreto del governo ha eliminato, comunque, una enorme fetta di debiti dei contribuenti, tutti di difficile – se non impossibile – riscossione. Ma i Comuni denunciano che la cancellazione dei carichi affidati all’ ex Equitalia avrebbe dovuto essere seguita da una comunicazione tempestiva a ciascuno dei municipi, prima della redazione dei bilanci”.

«I carichi sono già stati eliminati dai database dell’ ex Equitalia – spiega Giuseppe Pedersoli, vicesindaco di Frattamaggiore con delega al Bilancio – ma i Comuni non hanno ricevuto le comunicazioni relative agli stessi carichi condonati. Questo significa che un ente non sa se inserirli o meno nel bilancio. Tra i residui attivi, cioè i crediti da incassare, ogni Comune ha partite riferite a crediti affidati ad Equitalia. Ogni anno il Comune deve riaccertare i residui acquisendo il parere dei revisori che devono valutare se quei crediti sono veri o meno. Ma non è possibile dare una valutazione oggettiva perché le Entrate non hanno ancora dato i documenti necessari. Quante di quelle cartelle che figuravano nel passato Bilancio sono state eliminate? Non lo sappiamo». Non avendo dati a disposizione, alcuni enti hanno deciso di aggirare l’ ostacolo, inserendo nel prossimo Consuntivo i residui attivi. Ma il rischio è quello di commettere un grave errore, qualunque decisione venga presa.

L’ incertezza del quadro normativo rende complicate tutte le decisioni cosicché molti Comuni, fino a questo momento, hanno deciso di non deliberare. Anche la scelta di alcuni di mantenere lo status quo solleva molti dubbi, alla luce dei nuovi principi contabili. Per l’ Anci si tratta dell’ ennesimo schiaffo ai Comuni. «Con i condoni – spiega il presidente regionale Domenico Tuccillo – si conferma la politica del governo centrale che tende a farsi bello scaricando tutto il peso sui Comuni. Gli stessi comuni, che hanno visto in questi anni ridursi drasticamente i trasferimenti statali e che sono stati l’ anello della filiera istituzionale che ha pagato maggiormente il prezzo del rigore finanziario, vedono ora il governo vantarsi di una riduzione del peso fiscale, quando queste sono entrate che riguardano proprio i comuni. Le difficoltà tecnico-operative, che ora si presentano, rischiano di creare un’ impasse molto seria dell’ attività amministrativa. Nei nostri territori la situazione è più grave». Solo un intervento delle Entrate, nei prossimi giorni, potrà sbrogliare la matassa, ma il tempo stringe.

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