Pagamenti tardivi, Anci: i sindaci chiedono di rinviare di un anno le sanzioni

Pagamenti tardivi, Anci: i sindaci chiedono di rinviare di un anno le sanzioni

I sindaci chiedono di rinviare di (almeno) un anno le sanzioni per gli enti ritardatari nei pagamenti previste dalla legge di Bilancio 2019. La proposta è stata inserita fra gli emendamenti al decreto fi scale (dl 124/2019) presentati dall’Anci, che riprendono le principali aspettative dei comuni rispetto alla manovra finanziaria di cui il Parlamento sta avviando l’esame in questi giorni. La commissione Finanze della Camera dovrebbe iniziare a votare da lunedì 18 novembre gli emendamenti al decreto legge, atteso in aula a Montecitorio il prossimo 25 novembre.

PASSI IN AVANTI MA… – I primi cittadini danno atto dei passi avanti compiuti dal ddl Bilancio presentato alle Camere nei giorni scorsi: dalla stabilizzazione e crescita nel tempo dei contributi agli investimenti, al ripristino del limite dei 5/12 per le anticipazioni di tesoreria, dalla conferma per un triennio del fondo Imu-Tasi, all’avvio dell’operazione di abbattimento degli oneri del debito locale. A questi punti si aggiunge un riordino della fiscalità locale a parità di gettito (unificazione Imu-Tasi in una «nuova Imu» e unificazione dei prelievi su occupazione spazi pubblici e pubblicità in un nuovo canone) e l’avvio di una riforma della riscossione locale attesa da molti anni.
Ma ci sono ancora numerose criticità che si annidano nel dedalo della normativa vigente.

LE PROPOSTE ANCI – Fra queste, un posto di prima fila è occupato dalle misure che la legge di Bilancio 2019 (legge n.145/2018) ha previsto per risolvere l’annosa questione dei ritardati pagamenti dei debiti commerciali e che passano attraverso l’obbligo per gli enti lumaca di stanziare a bilancio, dal 2020, un fondo di garanzia ad hoc. Per risolvere efficacemente il problema, secondo Anci, è necessario prima di tutto prevedere nuove modalità di erogazione di anticipazioni di liquidità a restituzione differita nel tempo e risolvere le problematiche applicative della Piattaforma dei crediti commerciali (Pcc) che al momento non ha ancora reso disponibile alcuna funzione per l’elaborazione dei tempi di pagamento e ritardo, né ha fornito chiarimenti circa l’algoritmo di calcolo degli indicatori per valutare la sussistenza della violazione ed, eventualmente, per misurarne l’entità. Proprio per questo, il dl 124 consente, per il solo 2019, la facoltà di utilizzare, le registrazioni locali in alternativa alle informazioni presenti in Pcc. Ma ciò potrebbe generare situazioni di disparità di trattamento fra gli enti. Da qui, la richiesta di rinviare almeno al 2021 la decorrenza delle sanzioni. Fra gli altri correttivi proposti, spicca la proposta di scindere i termini per l’approvazione delle tariffe Tari da fissare stabilmente al 30 aprile dell’anno di riferimento, unitamente alla proroga della facoltà di derogare ai coefficienti tariffari del dpr 158/99, che assume ancora maggior urgenza alla luce delle modifiche al Piano finanziario rifiuti imposti dalla recente prima direttiva dell’Arera (l’Autorità di regolazione energia reti e ambiente) sui costi del servizio rifiuti. Nonostante le evidenti difficoltà applicative, il nuovo metodo di calcolo dei costi entra in vigore già dal 2020, rendendolo inconciliabile con l’approvazione del bilancio di previsione

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