Nuove modalità per pagare i crediti ai Comuni: arriva la rata ‘su misura’

Nuove modalità per pagare i crediti ai Comuni: arriva la rata ‘su misura’

La Legge di Bilancio 2020, n. 160/2019, ha introdotto nuove regole per il pagamento dei crediti degli enti locali, sia per le entrate tributarie che patrimoniali.
In dettaglio, l’articolo 1, comma 796, ha previsto per il debitore che si trova in una situazione di difficoltà economica la possibilità di chiedere all’ente creditore o al soggetto affidatario di pagare tramite rateizzo le somme dovute nel caso di importo superiore a 100€.
Si parte da una soglia minima di 4 rate mensili fino ad un massimo di 72 se la somma da dilazionare supera i 20.000€.

In particolare, il debito può essere rateizzato secondo lo schema seguente:
da 100,01€ a 500€ fino ad un massimo di 4 rate mensili,
da 500,01€ a 3000€ da 5 a 12 rate mensili,
da 3000,01€ a 6000 da 13 a 24 rate mensili,
da 6000,01 a 20000€ da 25 a 36 rate mensili,
oltre i 20000 da 37 a 72 rateizzi mensili.
Le rate scadono nell’ultimo giorno di ciascun mese indicato nell’atto di accoglimento della rateizzazione concessa dall’ente creditore o affidatario.
Sulle somme dovute devono essere applicati gli interessi di mora al tasso legale, interessi che possono essere maggiorati non oltre 2 punti percentuali rispetto al tasso legale, con apposita deliberazione dell’ente locale.

Qualora le condizioni economiche del debitore dovessero peggiorare, è possibile prorogare per una sola volta il periodo di dilazione purché non sia intervenuta la decadenza del beneficio per inadempimento, ovvero nel caso in cui non vengano pagate 2 rate consecutive nell’arco di sei mesi. La decadenza viene dichiarata con provvedimento dell’amministrazione creditrice o del concessionario, a seguito di espresso sollecito, e l’importo deve essere riscosso in un’unica soluzione.

Inoltre, per quanto riguarda le spese e gli aggi, la legge prevede che siano posti a carico del debitore sia i costi relativi alla redazione dell’atto di notifica sia degli atti relativi alle successive fasi esecutive e cautelari. Una quota viene denominata “oneri di riscossione a carico del debitore” con un tetto massimo a seconda che il debitore paghi o meno nei termini imposti dalla legge: il debitore, pertanto, è tenuto al pagamento di una somma pari al 3% nel caso di versamento entro il sessantesimo giorno dalla data di esecutività dell’atto di accertamento (il tetto massimo dell’aggio è di 300 euro), pari al 6% nell’ipotesi di versamento oltre i sessanta giorni (l’aggio sale a 600 euro).
Oltre a tali oneri, ricade in capo al debitore l’onere di pagare le spese di notifica degli atti e quelli di attivazione delle varie procedure esecutive, nonché eventuali spese di assistenza legale legati alla procedura di recupero coattivo: tali oneri devono essere individuati dal decreto del MEF, in attesa di emanazione. Frattempo di tale provvedimento vengono applicati i decreti ministeriali attualmente in vigore.
Inoltre, l’art 1, comma 793, della legge di Bilancio ha previsto per gli enti locali e concessionari la facoltà di nominare, attraverso i propri dirigenti o il responsabili apicali dell’ente, in modo diretto, i funzionari responsabili della riscossione, i quali devono possedere una specifica abilitazione, così come previsto dal su citato comma.
Infine, il comma 799 fa salve tutte le procedure esecutive già avviate alla data di concessione della rateizzazione.

 

 

 

 

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