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       DG N.904 del 30/12/2015 
      DG n.20 del 30/12/2015

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noimedlogoIl tema dell’emergenza umanitaria connesso ai flussi migratori anima tante discussioni e dibattiti catalizzando l’attenzione dei governi in numerosi vertici europei. In Europa abbiamo visto erigere tanti muri fisici e simbolici e la paura di attacchi terroristici ha spinto molti i governi verso la chiusura. Si contrappongono due visioni antagoniste: la cultura dell’accoglienza e la strategia del contenimento.


Da un lato, i diritti umani affermati da costituzioni nazionali e convenzioni internazionali, le associazioni e i movimenti difendono la causa umanitaria, ma soprattutto il dato ineludibile dei flussi di persone in cerca di scampo, dentro e fuori dai confini del proprio paese. Dall’altro, i governi schierati per la strategia del contenimento a sostegno del mantenimento del consenso e la mitigazione dei fenomeni populisti a costo di limitare e indebolire l’affermazione del diritto di asilo.

La guerra agli scafisti con esiti alterni e l’assenza di determinazione di canali umanitari richiesti dalle organizzazioni internazionali sono gli incerti capisaldi di una risposta ancora incompiuta e della difficile cosruzione di un percorso condiviso in ambito europeo.

In questo quadro appare completamente assente una lettura degli avvenimenti recenti nella prospettiva delle giovani generazioni alle quali viene demandato, astrattamente, nel dibattito politico nazionale il compito di costruzione del futuro europeo nel solco della solidarietà e dell’interazione pacifica tra i popoli nel contesto europeo, internazionale e mondiale.

Manca una visione aperta ai giovani sulle dinamiche dei processi politici e sociali in corso che di fatto apra la discussione sul tema dei diritti di cittadinanza che evolvono nella direzione del diritto a migrare.
rifugiatiIl progetto propone un percorso partecipato di sensibilizzazione e di azione dei giovani, nel contesto delle scuole, sui temi della pace, dei diritti e della solidarietà tra i popoli del Mediterraneo con l’auspicio di contribuire alla costruzione di una rinnovata cultura europeista che, da Napoli, affermi la centralità del Mare quale crocevia di cultura ed identità, di relazione e dialogo, di scambio e condivisione dei valori di una nuovo umanesimo.
Interrogarsi insieme ai giovani e agli studenti sulle risposte possibili per l’uscita dalla crisi umanitaria può rappresentare la strada maestra attraverso la quale la politica, la società, il mondo dei saperi e della ricerca, dell’associazionismo e del tessuto produttivo, della cultura napoletana riprenda il necessario approfondimento sui temi della convivenza civile e della solidarietà tra i popoli ovvero i pilastri che hanno contraddistinto la storia europea in esito ai conflitti mondiali.
Per tale via, sarà probabilmente più semplice affermare che i confini nazionali diventano non più barriere, che le coste non sono più limiti fisici oltre i quali l’esistenza stesse delle persone non è possibile, che il pensiero europeo non erge più muri invalicabili, che il Mediterraneo non è più frontiera ma cuore dell’Europa.
A partire dai giovani, a partire da Napoli.
Dal mare, verso il mare.

 

 

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