Radon nell’acqua, ritardi dei Comuni che gestiscono gli acquedotti in autonomia

Radon nell’acqua, ritardi dei Comuni che gestiscono gli acquedotti in autonomia

Si è appena svolto in Regione Campania un tavolo di concertazione, promosso dalla Direzione Generale per la tutela della Salute della Giunta regionale, a cui è intervenuto, come delegato di ANCI Campania, il sindaco Francesco Morra, componente dell’Esecutivo regionale. “Al centro della discussione, impegnativa ma proficua, il programma regionale di misurazione e controllo della radioattività delle acque destinate al consumo umano e i ritardi marcati da alcuni Comuni nella trasmissione delle misurazioni”, dichiara Morra.
Il radon è un gas radioattivo nobile presente in natura, il cui isotopo più importante è il radon-222 con un tempo di dimezzamento di 3,82 giorni. Si tratta di un isotopo della serie degli elementi derivati dal decadimento dell’uranio-238 e la sua presenza nell’ambiente è sovente connessa a quella di tracce del suo parente prossimo, vale a dire il radio-226, nelle rocce e nel terreno. Poiché si tratta di un gas inerte, si può muovere liberamente attraverso un materiale poroso come il terreno.
Quando i pori sono saturi d’acqua, come nel caso del terreno e delle rocce sotto il livello della falda freatica, il radon si dissolve nell’acqua e viene da essa trasportato.
L’ esposizione causata dal radon presente nell’acqua è un fenomeno per lo più analogo a quello del radon nelle abitazioni. Pertanto occorre applicare criteri radiologici di protezione analoghi. La Raccomandazione 928/01 della Comunità Europea suggerisce quindi che le acque destinate a consumi umani siano caratterizzate preferibilmente da concentrazioni minori di 100 Bq/litro e che non superino i 1000 Bq/litro.

La Regione effettua indagini rappresentative dei livelli di concentrazione di radon nelle acque destinate al consumo umano provenienti in tutto o in parte da fonti sotterranee situate in diverse aree geologiche o dai bacini superficiali di origine vulcanica, e assicura che, nell’ambito di tali indagini, siano raccolte informazioni su elementi quali le caratteristiche geologiche ed idrologiche di una determinata zona, la radioattività della roccia o del terreno, che possano risultare utili per l’identificazione dell’eventuale incisione del radon nelle acque destinate al consumo. Stessa indagine vale per l’individuazione di un’altra sostanza radioattiva, il trizio, che potrebbe incidere sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano, e che in Campania ha natura antropica in quanto non sono conosciute sorgenti antropogeniche di trizio.

Inoltre in Campania, annualmente sono monitorare le sostanze radioattive nelle aree limitrofe alla centrale nucleare del Garigliano, e pertanto, a scopo puramente cautelativo, pur non avendo mai registrato né superamenti dei valori limite né valori di concentrazione di radionuclidi rilevanti, si ritiene opportuno, di anno in anno, eseguire tali indagini in zone che potrebbero risultare a rischio, a partire con prelievi ricadenti nel comune di Sessa Aurunca.

“L’incontro è stato molto utile – spiega il sindaco Morra – in quanto ha fornito indicazioni precise. Nel contempo è stato posto all’attenzione la necessità di sollecitare gli oltre 130 Comuni della Regione Campania che gestiscono ancora in maniera autonoma gli acquedotti, a differenza degli altri che li gestiscono in forma consortile.  Talvolta i risultati dei controlli, effettuati dai Comuni gestori autonomi delle risorse idriche, non vengono comunicati o sono comunicati con ritardo alle Asl territoriali. Un limite che occorre recuperare velocemente”.

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

dd

aprile: 2020
L M M G V S D
« Mar    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930