Bilancio 2019 e assunzioni: convegno Anci e Ifel mette a fuoco luci e ombre

Bilancio 2019 e assunzioni: convegno Anci e Ifel mette a fuoco luci e ombre

“La manovra finanziaria 2019 permette indubbiamente maggiori margini di manovra ai Comuni. Resta purtroppo una grave sottovalutazione degli effetti dei tagli degli scorsi anni e dei sacrifici che i Comuni affrontano continuamente per via della nuova contabilità e di nuovi oneri”. A dirlo è Andrea Ferri, responsabile Finanza Locale di Anci Ifel nel corso della giornata formativa su ‘Legge di Bilancio 2019’ che si è tenuta lunedì 11 febbraio nella sala Cirillo della Città Metropolitana di Napoli, promossa da Anci, Ifel e Anci Campania.
Davanti a un parterre composto da amministratori e funzionari comunali,  si è messo, ripetutamente, l’accento sulle luci e sulle ombre della Legge di Bilancio. “Da una parte, c’è la restituzione di certa agibilità alla leva fiscale territoriale, con un ripristino di un’autonomia di entrata e di spesa a lungo negata. Dall’altra, ci sono misure che peggiorano ulteriormente la condizione dei Comuni”, ha dichiarato Francesco Buono dell’Esecutivo di Anci Campania con delega al Bilancio. “Da diversi anni siamo alle prese con tagli, carenza di personale, ripianamenti e nuove norme sulla contabilità che ci attanagliano e ci mettono in difficoltà. Incontrarci e confrontarci significa anche avanzare proposte che l’Anci porterà all’attenzione del governo”, ha aggiunto Buono. “Il continuo taglio dei trasferimenti correnti dello Stato – ha precisato  – ci ha portato a dover ripianare situazioni debitorie per rientrare nei parametri dell’Europa. Ci saremmo aspettati una maggiore apertura almeno rispetto a temi come l’autonomia tributaria e, invece, dobbiamo convivere ancora con uno stato di difficoltà che interessa in particolar modo di piccoli Comuni”. (GUARDA LE SLIDE PROIETTATE)
C’è poi una grave stretta sulla spesa corrente, che temo sarà ancora più dura e negativa a seguito dell’andamento congiunturale di questi primi mesi del 2019, Il comparto dei Comuni è quello che ha contribuito di più negli anni alle politiche di risanamento dei conti pubblici sia in termini assoluti che proporzionali, in rapporto agli altri livelli della PA”, ha aggiunto l’ex assessore ed esperto di Finanza locale, Antimo Manzo. Mentre per Salvatore Pace, vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli,  “è grazie ad Anci che siamo riusciti a scongelare gli avanzi di bilancio che, fino ad pochi mesi fa, generavano solo interessi per la CdP”.
La lettura d’insieme sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 e sulle questioni ancora aperte è stata affidata a Ferri.
“La manovra finanziaria 2019 permette indubbiamente maggiori margini di manovra ai Comuni, soprattutto sugli investimenti, con l’introduzione di contributi diretti e con l’abbandono di regole restrittive (patto di stabilità, saldo di competenza) rimaste in vigore per vent’anni. Ritorna la manovrabilità dei tributi propri, un atto dovuto dopo tre anni di blocco, in contrasto con i principi dell’autonomia enunciati dalla stessa Costituzione” ha dichiarato.

“Resta purtroppo – ha aggiunto – una grave sottovalutazione degli effetti dei tagli degli scorsi anni e dei sacrifici che i Comuni affrontano continuamente per via della nuova contabilità e di nuovi oneri: dagli accantonamenti obbligatori di risorse, agli oneri dei contratti di lavoro, alla crescita di esigenze e sensibilità su funzioni tradizionali, quali la protezione civile e i servizi sociali. E’ stato ripristinato, con il ‘dl semplificazioni’, il fondo IMU-Tasi, riportandolo ai 300 milioni di euro degli scorsi due anni; viene, invece, negato il reintegro del taglio disposto dal decreto 66/2014 (563 milioni di euro), la cui applicazione era esplicitamente circoscritta al periodo 2014-18. Quel taglio, a differenza di altri comparti, non è stato ripristinato e l’Anci sta valutando la possibilità di percorrere la via giudiziale per recuperare soldi che spettano ai Comuni”.

“Non si registrano significativi interventi sul Fondo crediti di dubbia esigibilità, che congela oltre 4 miliardi di risorse comunali, mentre viene diminuito (da 5 a 4 dodicesimi delle entrate) il limite massimo al ricorso alle anticipazioni di tesoreria, senza un’adeguata transizione.
La spesa corrente dei Comuni è in calo (meno 7,1 per cento in pochi anni), il personale in declino (meno 15 per cento, età media sui 53 anni), il costo del debito non ha goduto dei ribassi dei tassi di interesse degli scorsi anni. I Comuni contribuiscono in modo sproporzionato, e ormai da 10 anni, alla diminuzione del debito nazionale, ma questo non viene sufficientemente considerato. Senza radicali semplificazioni contabili, a cominciare dalla contabilità economico patrimoniale che incombe come un macigno sugli enti fino a 5mila abitanti,  e senza interventi di natura strutturale, la sofferenza degli enti locali in maggior tensione finanziaria rischia di tradursi in un forte aumento dei dissesti, con effetti negativi per tutto il Paese”, ha concluso Ferri.

E’ toccato, infine, ad Antonio Meola, segretario generale della Città Metropolitana di Napoli chiarire le novità dal punto di vista del Personale. “Ormai si va verso procedure concorsuali svolte mediante concorsi pubblici unici , ha spiegato Meola. “Le linee di indirizzo per la predisposizione dei piani dei fabbisogni di personale da parte delle amministrazioni pubbliche definiscono una metodologia operativa di orientamento delle amministrazioni pubbliche, ferma l’autonomia organizzativa garantita agli enti locali dal TUEL e altre norme specifiche vigenti. La novità di maggior rilievo è costituita dal superamento del tradizionale concetto di dotazione organica, inteso come contenitore che condiziona le scelte sul reclutamento in ragione dei posti disponibili e delle figure professionali ivi contemplate. Secondo l’impostazione definita dal D.Lgs. 75/2017, la “nuova” dotazione organica si traduce di fatto nella definizione di una “dotazione di spesa potenziale massima” per l’attuazione del piano triennale dei fabbisogni di personale”, ha aggiunto Meola. “L’obiettivo è quello di modernizzare le politiche per il personale – ha concluso il segretario generale di Città Metropolitana di Napoli – Per questo motivo la durata delle graduatorie deve essere riportata gradualmente a tre anni e non potranno più essere utilizzate per le assunzioni degli idonei ma solo dei vincitori dei posti posti a concorso”.

LE SLIDE PROIETTATE NEL CORSO DEL CONVEGNO

LEGGI IL QUADERNO ANCI SULLE ASSUNZIONI NEGLI ENTI LOCALI

 

 

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