Marino a Metropolis:
I Sindaci sono la migliore classe dirigente del Paese

Marino a Metropolis: </br>I Sindaci sono la migliore classe dirigente del Paese

Ecco l’intervista rilasciata dal Presidente di ANCI Campania, Carlo Marino al quotidiano Metropolis.

Presidente Marino come hanno gestito questa emergenza i sindaci italiani?
«I sindaci hanno dimostrato, nel corso di quest’anno, di essere davvero sono la migliore classe dirigente politica dell’Italia. Abbiamo contribuito alla stesura dei vari provvedimenti di contenimento dell’emergenza attraverso un confronto costruttivo, che prosegue anche rispetto al Recovery fund, grande sfida per il Paese intero. Siamo stati in prima linea anche nella solidarietà alimentare e nell’aiutare a strutturare gli interventi di welfare. I Sindaci, anche in Campania, hanno poi pagato un prezzo per la loro generosità e abnegazione, con primi cittadini deceduti e molti altri contagiati».
Ritiene che il Governo sia stato vicino alle amministrazioni comunali?
«Dopo una prima fase in cui il Governo non aveva compreso che il vero front-office del Paese è costituito dai Comuni, la musica è cambiata e molti sono i provvedimenti, contenuti anche nel Bilancio che sarà approvato a fine anno, che riguardano gli enti locali. Possiamo dire che siamo riusciti a strappare circa sei miliardi come ristoro per le mancate entrate comunali. In questi mesi abbiamo molto premuto verso il Governo nazionale affinché fosse sancito un patto tra cittadini e istituzioni: i primi rispettino le regole, i secondi gli impegni presi, facendo arrivare presto i ristori alle aziende che hanno chiuso o hanno orari ridotti. Non tutto però è filato liscio, soprattutto nella prima fase della pandemia e il rischio è che la rabbia per le lungaggini burocratiche e i centralismi si scarichi sui Sindaci e sui Comuni ».
Quale piano si deve prevedere per superare questo momento di difficoltà?
«Il piano Next Generation Ue è il punto di partenza. Lo sappiamo bene, soprattutto in Campania, la ripresa non potrà che passare dai Comuni che, come dimostra la storia, hanno avuto un ruolo centrale quando si trattava di rialzarsi e investire. Non è un caso che gli aspetti del Recovery plan su cui i partiti non litigano coincidano proprio con le linee di azione da noi individuate: dalla digitalizzazione della PA, alla mobilità sostenibile, all’edilizia scolastica, fino all’attenzione alle periferie. I Comuni, soprattutto quelli del Sud, devono però diventare il perno degli investimenti: negli ultimi 10 anni hanno gestito il 25 per cento degli investimenti pubblici del Paese, questo significa che dispongono di una capacità di spesa sia sotto il profilo della quantità che della qualità».
Cosa auspica per questo 2021?
«Intanto la fine della pandemia. Il V-Day è stato un importante inizio, ma bisogna rendere veloce e diffusa la campagna vaccinale per arrivare a concluderla entro l’anno. Il Paese è davanti a un bivio: se riusciremo a impegnare correttamente le risorse europee colmeremo diversi gap nel nostro Paese e aiuteremo i nostri ragazzi, soprattutto campani e meridionali, a trovare un’occupazione nella loro terra. Per questo chiediamo di avere un ruolo diretto nell’individuazione delle linee di sviluppo e, perché no, anche nella gestione delle risorse».

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