Appello dei sindaci al Capo dello Stato: “I piccoli Comuni vanno aiutati”

Appello dei sindaci al Capo dello Stato: “I piccoli Comuni vanno aiutati”

Le promesse del premier Giuseppe Conte, l’attenzione del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Sono giorni intensi per i sindaci, in marcia di avvicinamento verso l’assemblea nazionale di Anci che si terrà ad Arezzo dal 19 al 21 novembre. Lunedì i primi cittadini sono stati protagonisti della convention di Poste Italiane a Roma, dove Conte si è impegnato ad aprire un tavolo di confronto sulla manovra e sulle indennità («Anch’ io sono sensibile al fatto che chi si assume responsabilità amministrative e giuridiche debba avere una minima corrispondenza sul piano economico – ha detto il premier -. Non è tantissimo ma è giusto. Al tavolo permanente potremo anche valutare la riforma del testo unico degli enti locali»). L’indomani, martedì, sono invece saliti al Quirinale i rappresentanti dei Piccoli Comuni, capitanati dal coordinatore nazionale, Massimo Castelli e dal presidente nazionale dell’Unione dei Comuni, delle Comunita e degli Enti Montani, Marco Bussone.  «È stato un incontro bellissimo – racconta Castelli – il Presidente è una persona di straordinaria cordialità, capace di abbattere subito la distanza tra sé e il suo interlocutore. Ha chiesto a ciascuno di noi informazioni sui nostri territori».
Il coordinatore dei Piccoli Comuni Anci manifesta ottimismo dopo l’incontro al Colle: «Dal Presidente Mattarella abbiamo avuto grande attenzione, si è trattato di un colloquio che ha ribadito come sia in atto una vera inversione di tendenza. Oggi possiamo davvero sperare in una strategia concreta che punti a ripopolare e rivitalizzare i piccoli Comuni. Abbiamo ribadito al Presidente che la crescita demografica zero nei nostri paesi è la prima emergenza nazionale e che per arginarla non servono interventi spot ma vere politiche strutturali che purtroppo non ancora vediamo. Confidiamo che incontri come questo rompano la scuola di pensiero che vuole si faccia economia là dove economia già c’è. Auspichiamo che alle iniziative di Poste (che ha garantito l’apertura dei suoi uffici e dei Postamat anche nei centri più piccoli, ndr ) seguano quelle di altre grandi aziende, tipo quelle di telefonia, affinché intervengano sul digital-divide delle nostre aree interne».

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