Elezioni maggio, rimborsi ai Comuni: ecco le prime indicazioni del Viminale

Elezioni maggio, rimborsi ai Comuni: ecco le prime indicazioni del Viminale

Stanno pervenendo dai Comuni numerose richieste di informazione sull’entità del rimborso statale che sarà loro assegnato per provvedere alle spese inerenti l’espletamento delle consultazioni europee del 26 maggio 2019. Al momento, non si dispone ancora di informazioni ufficiali in quanto non sono stati ancora formalizzati i provvedimenti amministrativi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che assegnano le risorse finanziarie alle Amministrazioni deputate all’organizzazione delle consultazioni.
Nel frattempo, il Ministero dell’Interno ritiene comunque utile fornire alcune indicazioni di massima che permettano ai Comuni di orientare l’attività di spesa, rimanendo nell’alveo del rimborso erariale.

In primo luogo si specifica che le spese dei componenti i seggi sono determinate con tariffe stabilite ai sensi dell’art. 1 della legge n. 70/1980. Per quanto riguarda invece le spese per l’organizzazione tecnica (in massima parte compensi per il lavoro straordinario dei dipendenti) si può ritenere congruo valutare che la misura massima delle somme attribuibili a rimborso in favore di ciascun Comune sarà pari all’importo assegnato in occasione del referendum del 17 aprile 2016 diminuito di circa il 20%, in relazione alla disponibilità di risorse complessive.

Nel caso di sole consultazioni europee la spesa sarà interamente a carico dello Stato, salvo i casi di elezioni amministrative per cui la spesa sarà suddivisa 1/2 a carico dello Stato e 1/2 a carico del Comune. Nell’ulteriore caso in cui ci fossero anche elezioni circoscrizionale la spesa è ripartita 1/3 a carico dello Stato e 2/3 a carico del Comune.

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