Educazione cittadinanza, continua l’impegno dei Comuni nella raccolta firme

Educazione cittadinanza, continua l’impegno dei Comuni nella raccolta firme

Qual è il compito della scuola? La maggior parte di noi risponderebbe “istruire”, ma non pochi aggiungerebbero “educare”. Il vero problema è il “quando”, considerando il numero di discipline previste dagli ordinamenti e le poche ore disponibili per ciascuna di loro, cui si aggiunge l’estrema eterogeneità degli alunni e dei loro stili di apprendimento in una scuola che deve essere “per tutti”, ma che ha anche l’obbligo di dare risposte ai bisogni di “ciascuno”. L’ampio tema dell’educazione (alla cittadinanza, alla convivenza civile, alla salute, all’affettività, ecc.) trova spazio nelle Indicazioni nazionali, ma non sempre nell’organizzazione scolastica, non fruendo né di un monte ore esplicitamente dedicato, né di un docente responsabile.
Continua nei Comuni di tutta Italia la raccolta firme (in alto il presidente Decaro mentre firma) e le adesioni per l’introduzione della materia di educazione alla cittadinanza come materia scolastica, attraverso una legge popolare. (GUARDA LE SLIDE)
L’iniziativa, promossa dal Comune di Firenze con il sostegno dell’Anci, ha avuto il suo momento iniziale lo scorso 14 giugno con il deposito in Corte di Cassazione da parte di una delegazione di sindaci di una proposta di legge. Ad oggi, dopo oltre tre mesi dall’avvio della raccolta firme, l’iniziativa sta riscuotendo un importante successo tra gli amministratori locali e i cittadini registrando un’esigenza diffusa di riappropriarsi del senso di appartenenza alla comunità e di regole di convivenza che aiutino i giovani a diventare “buoni cittadini”. In tal senso sono sempre più numerose le richieste di informazioni arrivate, anche attraverso i canali social dell’Associazione, da consiglieri, insegnanti o semplici cittadini che hanno apprezzato la finalità della proposta che punta a raccogliere le cinquantamila firme necessarie per il deposito in Parlamento entro la fine dell’anno. Un risultato ambizioso che riteniamo raggiungibile grazie al ruolo fondamentale dei Comuni.
L’argomento è oggetto di grande attenzione anche in vista della prossima consultazione europea della primavera 2019 quando il tema dell’educazione alla cittadinanza si riproporrà proprio in una chiava nuova e originale, quella appunto europea.
L’educazione alla cittadinanza è inclusa nei curricoli nazionali di tutti i paesi e viene impartita in tre modi diversi: come materia a sé stante (in circa la metà dei paesi europei, con durata notevolmente variabile: dai 12 anni della Francia al singolo anno della Bulgaria), come parte di un’altra materia o area tematica (di solito, scienze sociali, storia, geografia, lingue e religione/etica). Oppure sotto forma di tematica trasversale, che coinvolge tutti gli insegnanti (Irlanda, Galles, Scozia, Croazia e Italia).
L’importanza dell’educazione alla cittadinanza è stata più volte sottolineata anche nel nostro paese e dall’amplissima consultazione promossa dal MIUR in occasione della discussione della legge 107/2015 è emerso che proprio l’educazione alla cittadinanza è la competenza maggiormente richiesta dall’opinione pubblica.
Ora arriva la proposta Anci per una legge di iniziativa popolare per l’introduzione dell’educazione alla cittadinanza come materia autonoma

Modulo per raccolta firme

Vademecum

Modulo firme totali raccolte dal Comune

 

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