Danni maltempo, la rabbia dei sindaci: “Ambiente in rovina ma noi senza soldi”

Danni maltempo, la rabbia dei sindaci: “Ambiente in rovina ma noi senza soldi”

Sulla edizione napoletana di oggi, 31 ottobre, del quotidiano ‘La Repubblica’, un puntuale articolo della giornalista Irene De Arcangelis sul maltempo e sul ruolo dei sindaci per fronteggiare l’emergenza, con intervento del presidente di Anci Campania, Domenico Tuccillo, e di molti sindaci delle aree più flagellate.

Mareggiate a Napoli e nelle isole del Golfo

«I sindaci? Friggono i pesci con l’acqua». Tre parole per dirla tutta. Per descrivere la condizione dei primi cittadini e le potenzialità reali delle amministrazioni locali. Frase a firma di Enzo Ferrandino, sindaco di Ischia dove il maltempo di lunedì l’ha fatta da padrone. In provincia decine di alberi sventrati dal terreno, caduti su tetti e strade, finanche sul tribunale dell’ isola verde. Uno di questi che ha ucciso a Napoli un ragazzo di ventun anni. Alberi ad alto fusto, pini dalle radici superficiali che reggono solo con una accurata manutenzione. Che non c’ è. Di chi è la colpa? Lo spiega in sintesi Domenico Tuccillo, presidente Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) Campania: «Il governo centrale, qualunque esso sia, ieri e oggi stringe la cinghia, parla di tagli. Quei tagli ricadono sui Comuni. Ad ogni legge finanziaria, che governi la destra o la sinistra, la solfa è sempre la stessa. Si comprime la spesa, si fa la pacificazione fiscale ad esempio sulle multe. Ma quelli sono soldi che le amministrazioni locali potrebbero utilizzare. E alla fine succede qualcosa, una disgrazia, ed è il sindaco che ha la responsabilità penale. La verità è che la politica è diventata di molti proclami e totale disinteresse». Catena dell’amministrazione di un paese che perde gli anelli più deboli. I Comuni. Così quel che dice Tuccillo è in realtà il messaggio di tutti i sindaci che, indistintamente, hanno trascorso la giornata di ieri a contare i danni sui rispettivi territori.
Ischia, per esempio (settanta dipendenti comunali compresi i vigili urbani), dove ieri tutte le scuole sono rimaste chiuse per i controlli. È caduto parte dello storico pontile che porta al castello aragonese. «Abbiamo un patrimonio inestimabile di parchi pubblici costati all’epoca, con l’ esproprio, sessanta miliardi di lire alla collettività – spiega Ferrandino – Ci sono pini secolari, siamo riusciti ad abbattere quelli più malati. Ma oggi le persone che si dedicavano alla manutenzione dei parchi sono in pensione e le normative non ci hanno permesso di sostituirle. Possiamo contare su tre dipendenti della partecipata “Ischia Ambiente” e otto tirocinanti grazie a una convenzione con il collocamento della durata di tre mesi. Cerchiamo di coinvolgere i privati, ma sono solo escamotage. Tremo ogni volta che sento l’espressione “spending review”. I sindaci? Siamo dei martiri». «C’ erano una volta sei giardinieri in Comune per la manutenzione ordinaria, oggi in due si occupano del verde e ci serviamo di una partecipata con tre addetti – spiega il sindaco di Capri (dove sono stati chiusi gli scavi di Villa Jovis) Giovanni De Martino – Stavolta ci è andata bene, non ci sono state vittime o feriti perché avevamo fatto della manutenzione qualche settimana fa. Resta il fatto che tutto questo non basta. Possiamo ripulire le zone abitate, le più trafficate, ma per come stanno le cose dico con ironia: purtroppo c’ è tanto verde a Capri. E dirlo mi sembra un’assurdità». E certo non si gioisce sulla terza isola del golfo, Procida (43 dipendenti compresi i diciotto vigili urbani). «Non ho nessun operaio in Comune. Zero operai – è la cifra del sindaco Dino Ambrosino – il Comune deve rivolgersi a una ditta esterna. Per fortuna il volontariato è diventato una abitudine con una cinquantina di persone, ma ci vorrebbe molto di più. Intanto però buona parte del bilancio viene usato per pagare 700 mila euro di interessi sui debiti pregressi». «Siamo stati flagellati e siamo stati fortunati – è il bilancio del sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia che si dà un sei più- Nessun ferito, tocco ferro. Ma abbiamo passato la giornata con il personale a fare i sopralluoghi nelle scuole. Per il verde e i giardini ci sono cinquanta dipendenti, ce ne vorrebbero ottanta. Pozzuoli si estende su 46 chilometri quadrati, la media di chi lavora è sessantadue anni e ha già lavorato trent’anni. Non può più fare un lavoro così faticoso e esposto alle intemperie. Così esternalizziamo, oppure ci rivolgiamo ai volontari, ora stiamo preparando un bando per gli orti urbani».
Sindaci e mancanza di fondi per l’ordinario come per lo straordinario. «E la prevenzione sulla fragilità idrogeologica? – chiede il primo cittadino di Giugliano, Antonio Poziello – Piove a Napoli e si allaga Giugliano, abbiamo grossi problemi con la rete fognaria. Occorrono risorse enormi, mancano i soldi per la manutenzione e non si parla proprio di investimenti che richiedono centinaia di milioni di euro per risolvere il problema. Ma ci sono i tagli e i cittadini poi se la prendono con i sindaci, ed è molto difficile spiegare perché. Il verde? C’ è un solo dipendente che a tempo perso se ne occupa». E la manutenzione di edifici pubblici e strade? «Nell’ ufficio Ambiente del Comune di Castellammare di Stabia – spiega il primo cittadino Gaetano Cimmino – ci sono solo amministrativi: nessun operaio. Quindi si è costretti a fare le esternalizzazioni, dunque è impossibile una seria programmazione. Con i disastri che aumentano da soli, se si pensa soltanto agli scavi delle grosse compagnie di servizi che poi non ripristinano lo stato dei luoghi. Ma intanto la legge non ci consente di rimpinguare l’organico, si va avanti con le gare tampone per periodi brevi». Gare tampone e «pesce fritto con l’ acqua», per dirla con Ferrandino. (IRENE DE ARCANGELIS)

LEGGI: MALTEMPO, LE RACCOMANDAZIONI DELLA PROTEZIONE CIVILE

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