Niente spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio
Ecco la slide riassuntiva

Niente spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio</br>Ecco la slide riassuntiva

Il Consiglio dei Ministri nella notte  ha approvato  un decreto legge per estendere fino a un massimo di 50 giorni le misure del Dpcm, che entrando in vigore il 4 non potrebbe andare oltre il 3 gennaio, considerato che i Dpcm hanno validità di un mese. (SCARICA E LEGGI).
Ma soprattutto si è scelto di adottare un provvedimento di rango superiore, come il decreto legge, per limitare lo spostamento tra Regioni. Dal 21 dicembre al 6 gennaio non ci si potrà più spostare infatti neppure tra regioni gialle.
Spostamenti vietati anche tra comuni nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021. Il decreto («Disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus Covid-19») è stato subito pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 299 del 2 dicembre 2020 con il numero 158.

Saranno permesse deroghe per ritornare ai luoghi di residenza e/o di domicilio ad eccezione delle seconde case che si trovano in altra Regione. Restano le eccezioni per motivi di necessità, lavoro o salute.
Inoltre, con i Dpcm, nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio, si potranno adottare misure restrittive per tutto il territorio nazionale indipendentemente dalle fasce di rischio caratterizzate dai diversi colori.

Coprifuoco ‘rafforzato’ a Capodanno fino alle 7 di mattina. Il divieto a uscire di casa dalle 22, come avviene già da un mese in tutta Italia, non finirà alle 5 ma sarà prolungato fino alle 7. Alcuni cambiamenti ci saranno dal giorno dopo l’Epifania: dal 7 gennaio infatti si potrà tornare a sciare.

Infine la scuola. Scuola superiore in presenza per almeno il 50 per cento della popolazione studentesca a partire dal 7 gennaio.  Il testo prevede che “le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, In modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 50 per cento della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza”.

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