Il monito dell’Assemblea Anci: “La pace fiscale non sia una guerra ai sindaci”

Il monito dell’Assemblea Anci: “La pace fiscale non sia una guerra ai sindaci”

Cittadini prima di tutto. Anche con una fascia tricolore indosso. E’ chiaro il messaggio che arriva dalla 35/a assemblea nazionale dell’Anci che a Rimini apre la sua assise annuale davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – alla sua quarta partecipazione consecutiva, sommerso di applausi all’arrivo e in diversi passaggi del suo lungo intervento – sotto il segno della condivisione della quotidianità con chi nelle città italiane vive, lavora, studia. Si tratti della «battaglia» sul bando periferie o sulla «pace fiscale» che non deve essere «una guerra ai sindaci».

Sotto le volte della Fiera di Rimini, il popolo dei sindaci giunto da tutta Italia (c’è una larga presenza della delegazione di Anci Campania, guidata dal presidente Domenico Tuccillo, con il segretario generale Umberto Amodio e con tanti componenti dell’Esecutivo e del Direttivo regionale) regala un lunghissimo applauso al presidente Anci, Antonio Decaro, e al Capo dello Stato che, dal palco, celebrano la centralità delle comunità locali, spina dorsale del Paese. «Non ci sono, e non possono esserci cittadini di serie A e cittadini di serie B – ha scandito Mattarella -, l’uguaglianza è un diritto costituzionale».
Per questo, ha argomentato, «i bilanci in equilibrio, l’efficienza dei servizi, i diritti garantiti ai cittadini, la sinergia tra pubblico e privato, in modo che crescano le opportunità per tutti, sono sfide a cui nessuna amministrazione può sottrarsi». Poi ha rimarcato, «è altamente positivo che l’Anci abbia raggiunto un’ intesa con il Governo, in modo da confermare i finanziamenti previsti dal Programma di riqualificazione delle periferie».
Parole accolte con soddisfazione dalla platea e dallo stesso presidente dell’Anci che non ha mancato di sottolineare come il bando per le periferie «sia diventato la nostra bandiera. Il simbolo dell’ impegno e dei sacrifici che abbiamo fatto in questi mesi, insieme ai nostri concittadini».
D’altronde, ha puntualizzato Decaro, «quella sul bando delle periferie non era una battaglia di noi sindaci, è stata una battaglia per i diritti dei nostri concittadini». Sui quali, come sui sindaci, non dovrà pesare la cosiddetta pace fiscale. «Non vorrei – ha chiarito il presidente dell’Anci – che la pace fiscale si trasformasse in una dichiarazione di guerra contro i sindaci. Stralciare tutti i carichi a ruolo degli anni 2000-2010 fino a mille euro significa intervenire sui carichi comunali che potrebbero ridursi di ben quattro miliardi. O, se vogliamo dirlo in modo più semplice, significa fare la pace fiscale con i soldi dei Comuni».

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