Rinviata a fine marzo l’approvazione dei bilanci di previsione, il presidente Anci Decaro ringrazia il ministro

 

antonio decaro copyIn Conferenza Stato-Città, il ministero dell’Interno ha dato il via libera alla proroga al 31 marzo dei termini per approvare il bilancio di previsione 2018, precedentemente fissati al 28 febbraio.

E’ stata così accolta la richiesta del presidente dell’Anci Antonio Decaro che in una lettera inviata al ministro dell’Interno Marco Minniti sottolineava quanto indispensabile fosse questo rinvio. “Ringrazio il ministro – commenta Decaro -, questa proroga consentirà un più ordinato processo di approvazione dei bilanci, nel rispetto dei rinnovati principi contabili introdotti dalla legge e nell’interesse delle comunità amministrate”. È stata così accolta la richiesta del presidente dell' Anci Antonio Decaro che lunedì 5 febbraio aveva scritto una lettera a Minniti motivando le ragioni dello slittamento.

La Stato-città del 7 febbraio ha portato molte altre buone notizie per gli enti locali. Per i sindaci, che hanno in programma investimenti in edilizia scolastica e impiantistica sportiva e che hanno chiesto allo Stato spazi finanziari, e per province e città metropolitane, che grazie al riparto dei fondi stanziati dalla legge di Bilancio (120 milioni nel 2018 e 300 per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023) potranno realizzare interventi di manutenzione della rete viaria.

Edilizia scolastica e impiantistica sportiva. Quasi tutte le richieste, sono state accolte al 100%. In palio, c' erano complessivamente 500 milioni (400 sulle scuole e 100 sullo sport). La dote è una parte dei 900 milioni disponibili quest' anno e il prossimo (dal 2020 ci saranno 700 milioni) nell' ambito del c.d. Patto verticale nazionale, che attribuisce «permessi di sforamento» per consentire la copertura di spese in conto capitale con entrate derivanti dai «risparmi» degli anni passati (avanzo), ovvero con mutui o altre forme di indebitamento. I restanti 400 milioni saranno distribuiti entro il 20 febbraio. Per i 400 milioni destinati all' edilizia scolastica, sono arrivate in tutto 970 richieste da parte di 596 enti (ciascuno poteva candidare più interventi). Per le casistiche prioritarie individuate dal legislatore (art. 1, comma 488, della l 232/2016, come modificata dalla l 205/2017) - ovvero interventi già avviati, a valere su risorse acquisite mediante contrazione di mutuo e per i quali sono stati attribuiti spazi finanziari nell' anno 2017, interventi di nuova costruzione di edifici scolastici o di adeguamento antisismico degli edifici esistenti muniti di progetto esecutivo, o definitivo, altri interventi muniti di progetto esecutivo o definitivo - gli spazi richiesti ammontano a circa 250 milioni, mentre altri 94 milioni sono stati richiesti su altre tipologie di opere. In totale, quindi, le richieste valgono circa 344 milioni, una cifra inferiore al budget, il che ha consentito, come detto, di accoglierle per intero e di avanzare circa 56 milioni che andranno a incrementare il tesoretto stanziato per altri investimenti (i 400 milioni che verranno ripartiti entro il 20 febbraio).

Per l' impiantistica sportiva, invece, è stato possibile assegnare il 100% degli importi richiesti solo le 279 richieste riguardanti le prime tre priorità individuate dal comma 488-ter della l 232/2016 (ossia interventi, su impianti sportivi esistenti, di messa a norma e in sicurezza compreso l' adeguamento antisismico, di abbattimento delle barriere architettoniche, di efficientamento energetico e di ripristino della funzionalità muniti di progetto esecutivo o definitivo, altri interventi muniti di progetto esecutivo). Per le restanti 106 richieste, si è dovuto procedere a un riparto selettivo, che ha premiato gli enti che presentano la maggiore incidenza del fondo cassa sull' avanzo. Ora i beneficiari devono procedere celermente alle variazioni di bilancio e quindi ad avviare i lavori, che per le opere finanziate a debito dovranno concludersi entro fine anno.

Per chi, invece, utilizza l' avanzo, gli spazi acquisiti possono essere traslati agli esercizi successivi (anche oltre il 2019) tramite il fondo pluriennale vincolato (ma occorre comunque bandire la gara o assumere impegni di spesa entro il 31/12/2018). Menutenzione strade. La Stato-città ha dato il via libera al decreto del ministro delle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, che definisce i criteri per la ripartizione delle risorse agli enti di area vasta. Il dm attribuisce un peso diverso ai tre parametri già definiti dalla legge di Bilancio 2018 (consistenza della rete viaria, tasso di incidentalità e vulnerabilità rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico). In particolare, la consistenza della rete peserà per il 78% ma all' interno di questa percentuale avrà un maggior peso (50%) l' estensione chilometrica della rete stradale provinciale e della quota parte ricadente in zone montane. Il numero di veicoli circolanti peserà invece per il 28%. Il tasso di incidentalità (numero dei sinistri e dei morti e feriti per km di rete stradale) peserà per il 10%, mentre la vulnerabilità per fenomeni di dissesto idrogeologico avrà un peso del 12%. La combinazione di questi parametri premia la città metropolitana di Roma che per quest' anno incasserà 4 milioni, seguita da quelle di Torino (3,3 mln), Napoli (2,9), Salerno (2,8) e Milano (2,5).

 

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