Reddito di inclusione, i Caf chiedono un tavolo ad Anci, Inps e ministero del Lavoro per costruire una rete nazionale

ReiChiedono informazioni e aiuto nel presentare la domanda. Le sedi Caf, da Nord a Sud, sono prese d' assalto da cittadini in difficoltà che vogliono chiedere il Reddito di inclusione (Rei), la nuova misura di contrasto alla povertà entrata in vigore dal primo dicembre.

La consulta nazionale dei Centri di assistenza fiscale ha lanciato l' allarme. E i coordinatori Massimo Bagnoli e Mauro Soldini hanno sottolineato che sarebbe «opportuno attivare immediatamente un tavolo di coordinamento tra il ministero del Lavoro, l' Inps, l' Anci e la consulta dei Caf» in modo da poter «assicurare, nell' immediato e per il futuro, una puntuale e capillare assistenza, affinché nessuno che ne ha o che ne avrà diritto resti escluso da questo sostegno».
Secondo le stime, la misura riguarderà in principio 490 mila famiglie e a regime, dopo luglio 2018, si salirà a 700 mila, circa 2,5 milioni di persone.

SISTEMA INADEGUATO - Tuttavia, a quattro giorni dall' apertura dei termini per la presentazione all'Inps della domanda il sistema - che entrerà in vigore dal primo gennaio 2018 - si scopre inadeguato. La Consulta nazionale dei Caf ha lanciato l' allarme. «Sono in moltissimi - sostengono i coordinatori della consulta dei Caf Massimo Bagnoli e Mauro Soldini - ad essere privi di Isee pur avendo le caratteristiche per accedere al reddito di inclusione». Da questa ricostruzione emerge che lo strumento identificato dalla legge non è adeguato per «fotografare» la povertà. Gli aventi diritto, ma senza Isee, rischiano così di essere esclusi da una misura selettiva e sotto-finanziata. Stando ai Caf i cittadini si stanno rivolgendo alla loro rete perché i comuni - che dovrebbero gestire il «Rei» - rischiano il corto circuito. Per questo serve un coordinamento con il ministero, l' Inps e l' Anci per garantire un'assistenza.

COMUNI IMBRIGLIATI - La legge prevede che il 15 per cento delle cifre stanziate vada agli enti locali che però non sono pronti. Se anche i comuni avessero i fondi non potrebbero assumere perché sono imbrigliati dai vincoli sugli organici dedicati agli enti che non sono in equilibrio finanziario. La ragione di questa difficoltà, confermata dal presidente Anci Antonio Decaro, è la mancanza di personale dovuta al blocco del turn-over, al momento al 75 per cento nei comuni con meno di cinquemila abitanti. La richiesta di Decaro è portare il turn over al 100 per cento e usare i fondi per «promuovere tirocini formativi e politiche attive del lavoro».

I COMUNI E I CAF – I Comuni spesso non sono preparati e, come è già accaduto a Torino, si rivolgono ai Caf. Ma anche i Caf sostengono di non essere pronti. L' allarme lanciato dai coordinatori riguarda anche questo punto: «I comuni si rivolgono a noi per attivare una convenzione sul Rei, ma noi non abbiamo la titolarità per farcene carico». La convenzione è in corso sui fondi per le dichiarazioni Isee che i Caf ricevono attraverso una convenzione con l' Inps. Nel 2017 l' Istituto di previdenza ha erogato 86 milioni di euro. Le richieste sono altissime, e aumenteranno ancora di più con il sistema ideato per il reddito di inclusione. Negli ultimi due mesi dell' anno i Caf lavoreranno gratis per espletare le sei milioni di domande Isee complitate. Se nella legge di Bilancio non saranno inserite risorse aggiuntive per il 2018 si bloccheranno i lavori sull' Isee e il «Rei» resterà al palo.

COSA E' IL «REI» - È un sussidio di ultima istanza erogato tramite una carta prepagata emessa dalle Poste e per Gentiloni è «la prima misura strutturale contro la povertà». Sarà erogato in base al calcolo dell' indicatore della situazione economica (Isee): il parametro usato per definire la situazione economica di una famiglia ed è il risultato della somma tra i redditi e il 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare di tutto il nucleo familiare. Per ottenere il massimo - 485 euro mensili - una famiglia con cinque figli (e oltre) non deve avere un Isee superiore a seimila euro annui; non avere percepito il sussidio NASpi; non avere acquistato una moto o un auto negli ultimi 24 mesi; non avere un patrimonio immobiliare diverso dall' abitazione con un valore superiore ai 20 mila euro. E non possedere, precisazione grottesca, una barca da diporto.

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