Appello del sindaco di Buccino: difendiamo le scuole dei piccoli comuni

Appello del sindaco di Buccino: difendiamo le scuole dei piccoli comuni

Piccoli Comuni sempre più in difficoltà, soprattutto sul fronte dell’istruzione.
Quando si pensa alla scuola di un piccolo Comune vengono in mente le immagini romantiche di un tempo. Secondo una legge degli anni Trenta i Comuni dovevano provvedere all’alloggio dei maestri; alle famiglie competeva il riscaldamento e spesso anche il vitto. Molte di queste sedi sono ancora lì, trasformati magari in centri culturali o in alloggi per turisti.

Nel frattempo il decremento massiccio della natalità ha messo a dura prova la sopravvivenza di queste comunità e conseguentemente delle scuole dei piccoli Comuni: nel giro di pochi anni i plessi o punti di erogazione del servizio, nonostante le deroghe previste per la formazione delle classi, sono diminuite sensibilmente con l’accentramento della popolazione scolastica  La conseguenza? Il Miur ora spedisce improvvide letterine con cui, di fronte alla carenza di presidi (i Ds) e dirigenti amministrativi (i Dsga), taglia i posti facendo soffrire ulteriormente il servizio scolastico dei Piccoli Comuni.
A lanciare l’appello alla mobilitazione è il sindaco di Buccino, Nicola Parisi, che chiede proprio all’Assemblea nazionale dei Piccoli Comuni Anci (Venerdì 5 luglio a Gornate Olona, in provincia di Varese) di aprire un focus sulla sopravvivenza dei plessi altrimenti, dice, “si rischia di pagare un prezzo molto alto in termini di perdita delle differenziazioni culturali  e di omologazione”.
La legge 6 ottobre 2017, n. 158,  Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, prevede all’articolo 2: “Per garantire uno sviluppo sostenibile e un equilibrato governo del territorio, lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province o aree vaste, le unioni di comuni, i comuni, anche in forma associata, le unioni di comuni montani e gli enti parco, per quanto di rispettiva competenza, possono promuovere nei piccoli comuni l’efficienza e la qualità dei servizi essenziali, con particolare riferimento all’ambiente, alla protezione civile, all’istruzione, alla sanità, ai servizi socio-assistenziali, ai trasporti, alla viabilità, ai servizi postali nonché al ripopolamento dei predetti comuni anche attraverso progetti sperimentali di incentivazione della residenzialità, con le modalità previste dal presente articolo”.
E, invece, denuncia il sindaco Parisi, si indicano come perdenti posto i due dirigenti dell’ Istituto Istruzione Superiore ASSTEAS condannati al trasferimento con il viatico di una sola parola: sottodimensionamento. Cancellando  così un dato: le scuole nei piccoli centri offrono maggiori occasioni di conoscenza reciproca, di approfondimento delle relazioni e di radicamento alla comunità, sia in termini spaziali che relazionali.

Buccino è sul piede di guerra, in prima linea per  difendere l’integrità della sua offerta formativa, anche equiparando l’Istituto Istruzione Superiore ASSTEAS a una scuola di montagna. “La sede scolastica dell’IIS Assteas in Buccino è ubicata nella zona montana
del Comune ad una altitudine di 663 metri”, afferma il sindaco Parisi, chiedendo così uno status previsto da una legge del 2011.
Una battaglia che il primo cittadino chiede di trasferire in sede di Assemblea nazionale dei Piccoli Comuni Anci.

 

 

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