Anticipazione di liquidità: l’emendamento che può aiutare (in parte) i Comuni

Anticipazione di liquidità: l’emendamento che può aiutare (in parte) i Comuni

Anticipazione di liquidità da restituire entro il 30 dicembre alla Cassa Depositi e Prestiti che sta con il fiato sul collo dei Comuni.
ANCI e ANCI Campania hanno chiesto al Governo la restituzione entro tre anni dell’Anticipazione. Ma da parte del Governo c’è stato un rifiuto nonostante le nostre vibranti proteste.
Con la Ragioneria Generale dello Stato si è allora cercato un Piano B che prevede la formulazione di un emendamento per la restituzione differita anticipazione CDP 2019, da inserire nel Decreto Fiscale in discussione alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati.
Cosa prevede l’emendamento all’art 65 bis?

“855-bis. Al fine di assicurare maggiore sostenibilità nella fase di restituzione delle anticipazioni di cui al comma 855, le somme anticipate possono essere rimborsate su apposita richiesta degli enti interessati e previo accordo dell’ente erogatore, da presentarsi a pena di decadenza entro il 15 gennaio 2020, in tre rate annuali a decorrere dal mese di giugno 2020, con interessi a carico degli enti stessi, o anticipatamente in conseguenza del ripristino della normale gestione della liquidità, alle condizioni pattuite contrattualmente con gli istituti finanziatori. A fronte della richiesta di cui al periodo precedente, il soggetto erogatore reintegra le somme eventualmente già acquisite entro il 30 dicembre 2019 a titolo di rimborso ai sensi del comma 855. Nei limiti dell’importo strettamente necessario all’applicazione del presente comma, l’ente locale beneficiario può superare il limite di indebitamento di cui all’art. 204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.”

A questo emendamento è stata chiesta una integrazione da parte della Ragioneria Generale dello stato e aggiunta alla fine:

“Gli enti che si avvalgono della facoltà di rimborsare le anticipazioni di liquidità in tre rate annuali cancellano l’impegno di spesa concernente il rimborso dell’anticipazione di liquidità non pagato alla fine dell’esercizio e iscrivono nel Titolo IV della spesa un fondo anticipazione di liquidità, di importo pari alle anticipazioni di liquidità incassate nell’esercizio e non restituite da utilizzare secondo le modalità previste al paragrafo 3.20-bis dell’allegato 4/2 al decreto legislativo n. 118 del 2011. La quota accantonata del risultato di amministrazione nel fondo di anticipazione di liquidità è applicata al bilancio anche da parte degli enti in disavanzo”.

 

Motivazione

La proposta normativa mira a garantire un percorso graduale e più sostenibile per la restituzione delle anticipazioni di liquidità concesse nel 2019 a fronte di esigenze di pagamento di debiti commerciali pregressi, a favore degli enti con sofferenze in termini di liquidità disponibile.

 

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