Seicento sindaci dell’Anci a Montecitorio: le Camere siano più vicine ai cittadini

Seicento sindaci dell’Anci a Montecitorio: le Camere siano più vicine ai cittadini

A tutto campo, dai fondi per le periferie all’autonomia differenziata: l’intervento di Antonio Decaro, presidente dell’Anci, è servito per chiarire molti punti tra quelli cari alla realtà dei Comuni, protagonisti a Montecitorio con circa 600 sindaci che hanno presenziato con tanto di fascia tricolore. E proprio riguardo alle istituzioni il leader dei sindaci ha espresso una istanza precisa. «Ho chiesto al Parlamento di pensare a una norma che possa mettere in grado di partecipare ai cittadini alle scelte che li riguardano». Non senza ricordare come l’appuntamento di oggi a Montecitorio sia stato «molto positivo, perché abbiamo parlato dei beni comuni e portato le esperienze positive dei Comuni».

LE PERIFERIE – «L’anno scorso è stato un problema enorme il taglio dei fondi alle periferie, per fortuna il rapporto col premier Conte ci ha permesso di avere una marcia indietro nel corso di una Conferenza unificata», ha aggiunto Decaro.
L’iniziativa sindaci a Montecitorio quest’anno dedicata allo ‘Stato dei beni Comuni’ si conferma un momento molto atteso e partecipato, un momento di saldatura tra livelli istituzionali e di profonda condivisione rispetto alla responsabilità che sostanzia ogni mandato politico. Come il presidente Mattarella sottolinea in occasione di ogni Assemblea annuale Anci, i Comuni sono le istituzioni più vicine ai cittadini, il tessuto connettivo dei territori e delle comunità, forniscono servizi essenziali e contribuiscono alla gestione dei beni comuni.

IL RAPPORTO CON LA ‘NUOVA POLITICA’ – «Stiamo vivendo un tempo complesso e complicato,- dice Roberto Pella, vice presidente vicario dell’Anci – anche sul piano della qualità della rappresentanza politica e della fiducia nelle capacità della politica di ascoltare e comprendere le istanze dei cittadini, ma, a livello locale, stiamo anche assistendo alla nascita di sperimentazioni creative e di processi innovativi di progettazione partecipata che emergono dalla società civile e che sono espressioni della Politica con la P maiuscola. E sono proprio questi progetti a dimostrarci che la sostenibilità e i principi di sviluppo sostenibile non sono affatto un limite ma, al contrario, incoraggiano le innovazioni e le visioni coraggiose dei sindaci e degli amministratori locali che le guidano», conclude Pella.

I PICCOLI COMUNI – Nell’Aula di Montecitorio Massimo Castelli, coordinatore nazionale dei piccoli comuni dell’Anci fa un intervento punteggiato da applausi, Castelli denuncia «norme assurde di burocrazia che ci impediscono di lavorare, ordinamenti pensati da chi non sa come funziona una piccola comunità. E poi, ci siano limiti di mandato per tutti o per nessuno; non va bene che in Parlamento non ce ne sono e per fare il sindaco di un piccolo paese sì».
Quindi un monito al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale ascolta e prende appunti: «Se perdiamo il territorio con lo spopolamento ci perdiamo l’Italia. Perché a cosa serve un comune se non abbiamo gli abitanti, a cosa serve la scuola se non ci sono i bambini? Presidente Conte, la prima grande opera da mettere subito è di mettere in connessione l’Italia del Frecciarossa con quella delle aree interne, e invece da anni la legge sui piccoli comuni è inattuata».

 

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